COBOT TECNOLOGIA
Sopra : i cobot stanno diventando uno strumento sempre più integrato nei sistemi aziendali
Per definire correttamente le attività da attuare in cooperazione e collaborazione tra robot e operatore è necessario studiare attentamente la tipologia di applicazione
invece l ’ operatore ha facoltà di scegliere in tempo reale e indiscriminatamente quale attività tra quelle successive e disponibili svolgere sulla base delle proprie esigenze o preferenze , nel rispetto della sequenza e dei vincoli di assemblaggio . Il sistema robotizzato agirà di conseguenza . L ’ assemblaggio potrà quindi concludersi di volta in volta in modo alternativo in termini di allocazione delle attività . Chiaramente , la seconda modalità risulta più flessibile ed ergonomica da un punto di vista dell ’ operatore , anche se comporta molteplici difficoltà in termini tecnici e organizzativi . Per tale motivo , gli approcci dinamici sono ancora oggetto di studi a livello di ricerca , anche se presentano un elevato potenziale per le applicazioni collaborative del prossimo futuro . In generale , è possibile considerare la condizione statica come propedeutica a quella dinamica . Difatti , per potere implementare un approccio dinamico è comunque necessario identificare preventivamente quali attività di un certo assemblaggio possono essere eseguite efficacemente da un sistema robotizzato in considerazione delle limitazioni tecniche sopracitate . Inoltre , può risultare dannoso e controproducente permettere a un operatore di svolgere attività che sono sovraccaricanti da un punto di vista fisico oppure cognitivo . In tali casi , la libera scelta rispetto alle fasi di assemblaggio andrebbe limitata .
DEFINIZIONE DI MASSIMA DEL CICLO DI ASSEMBLAGGIO Una volta suddivise le attività tra operatore e sistema robotizzato ( con approccio statico ), sarà possibile definire il nuovo ciclo di lavoro collaborativo . Difatti , al di là di conoscere quale tra le risorse svolgerà una certa operazione , è necessario ottimizzare la sequenza di assemblaggio in modo tale da minimizzarne il tempo di completamento .
Questo è possibile sfruttando la parallelizzazione di quelle attività che possono essere svolte alternativamente all ’ interno di uno stesso processo . In considerazione dell ’ allocazione delle operazioni e dei vincoli di assemblaggio , il progettista dovrà quindi identificare il ciclo migliore tale per cui il sistema robotizzato possa svolgere il maggior numero possibile di attività “ in ombra ” rispetto a quelle dell ’ operatore ( o viceversa ), riducendo al contempo i tempi di attesa di una risorsa rispetto all ’ altra . Anche in questo caso , la letteratura scientifica fornisce diversi approcci e algoritmi alternativi per l ’ ottimizzazione del ciclo collaborativo .
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