Tecnologie Meccaniche Settembre 2026 | Page 52

FABBRICA DIGITALE
ma vogliamo spendere questi soldi per non trovarci a partire da zero quando arriverà il momento giusto ».
La saldatura, banco di prova Il contributo di Sandro Santamaria porta la discussione sull’ applicazione principe della robotica: la saldatura. In Italia gli addetti sono calati negli ultimi dieci anni di un ulteriore 8 %, attorno alle 50.000 unità, a fronte di circa 16.000 robot di saldatura operativi: un rapporto robot / uomo di 1 a 3, doppio rispetto all’ 1 a 6 europeo: un primato costruito dagli integratori italiani che sono molto bravi. Per inciso, viene evidenziato un dato interessante che caratterizza il territorio bergamasco / bresciano: la densità di robot, complessivamente installati non solo per applicazioni di saldatura, è simile a quella dei due Paesi al mondo che hanno la maggior densità di robot che sono Singapore e Corea. La saldatura resta un processo complesso, l’ unico soggetto a certificazione dell’ operatore e del risultato, pericoloso e faticoso: una tipica operazione“ 4D”,
Dirty, Dull, Dear, Dangerous. « Provate oggi- afferma Appendino riportando le parole di Santamaria- a convincere un ventenne ad andare a saldare a bordo di una nave a 40 gradi ». Con queste premesse si spiega l’ accordo tra Fincantieri, primo costruttore mondiale di navi da crociera, con oltre il 40 % del mercato e 94 unità in ordine fino al 2039, e Generative Bionics, spinoff genovese dell’ IIT guidata da Daniele Pucci, uno dei padri di iCub, per sviluppare il primo umanoide saldatore autonomo da cantiere: primi esemplari a bordo nave nel 2028, migliaia dal 2030. « Condivido il pensiero di Santamaria- aggiunge Appendino- sul fatto che non nasceranno umanoidi general purpose, ma umanoidi specializzati per ogni operazione, come insegna il robot chirurgo Da Vinci, affermatosi grazie all’ iper-specializzazione e alle sue irraggiungibili prestazioni. Cosa può fare un umanoide con una torcia di saldatura in mano? Chiaramente può fare molte cose, dobbiamo inventarle, dobbiamo pensarle, ma non si dimentichi che ci si muove in un ambiente che dovrà essere protetto in qualche modo, senza trascurare il fatto che la scarsa affidabilità del robot umanoide abbassa l’ affidabilità complessiva del processo ». Saranno innumerevoli gli ostacoli da superare, prima di tutto in termini di sicurezza, poi in termini operativi, ma la sfida è davvero affascinante e il CEO di Roboteco-Italargon confida di battezzare presto il primo umanoide industriale italiano. « Quindi, nel campo navale ci aspettiamo sicuramente l’ utilizzo di questo tipo di robot- aggiunge Appendino- e poi c’ è tutto il mondo metalmeccanico che potrà adottare umanoidi, ma sempre con una gabbia finché non avremo provato abbastanza e non saremo sicuri a livello normativo ». Santamaria non nasconde però lo scetticismo dell’ integratore: « Siamo sicuri che un umanoide a 36 gradi di libertà sia la giusta risposta alle esigenze di saldatura delle nostre PMI?», si chiede, indicando semmai nella pre-puntatura di carpenteria medio-leggera in piccoli
52 Settembre 2026