Tecnologie Meccaniche Settembre 2026 | Page 45

GRAFICO 10. PRODUZIONE ITALIANA PER TIPO DI MACCHINE UTENSILI A DEFORMAZIONE( QUOTA SU VALORE)
GRAFICO 11. INDUSTRIA ITALIANA DELLA ROBOTICA( MILIONI DI EURO, VARIAZIONE %)
ripresa del consumo interno. Il trend positivo è proseguito per tutto il 2015 e nel primo trimestre 2016. Di tenore differente sono stati i quattro trimestri successivi, caratterizzati da stagnazione, ma, a partire dal secondo trimestre del 2017, il settore ha ripreso a crescere per tutta la durata dell’ anno. Il 2018 ha evidenziato un anno di stabilità, preludio di una nuova fase di flessione che ha caratterizzato i due anni seguenti, aggravata dall’ emergenza sanitaria. Il 2021 ha, però, evidenziato una nuova fase di crescita mai vista prima, con una decisa inversione di tendenza. Il 2022 ha segnato un rallentamento della corsa, diventata flessione fino alla prima metà del 2024. Dal terzo trimestre 2024 è iniziata una fase di lieve crescita che però sembra aver rallentato il passo nella seconda metà del 2025. Nel 2025, l’ indice degli ordini ha registrato, in media d’ anno, una crescita del 3,1 % rispetto all’ anno precedente: + 38,9 % gli ordini interni,-9,4 % gli ordini esteri.
La macchina utensile italiana L’ industria italiana della macchina utensile intesa in senso stretto( esclusa, quindi, la robotica) ha chiuso il 2025 con una produzione stazionaria(+ 1 %), pari a 5.811 milioni di euro. Il risultato è stato determinato dalla crescita registrata dalle consegne sul mercato interno(+ 31,6 %), per un valore di 2.391 milioni di euro; le esportazioni, al contrario, sono calate, del 13,2 %, a 3.420 milioni. La propensione all’ export è scesa, dal 68,4 % del 2024, al 58,9 % del 2025. Il consumo si è attestato a 3.714 milioni(+ 28,2 %). Nel 2025, anche le importazioni sono notevolmente aumentate(+ 22,4 %), a 1.323 milioni di euro, coprendo il 35,6 % della domanda. Il numero degli addetti dell’ industria italiana della macchina utensile è rimasto stabile(-0,3 %) a 31.000 unità circa.
Il comparto asportazione italiano Nel 2025, la produzione italiana di macchine utensili a asportazione è diminuita, del 4,7 %, a 2.255 milioni di euro, corrispondenti al 38,8 % del totale settoriale. Le vendite all’ estero sono risultate in calo del 18,7 %, scendendo a 1.365 milioni; la propensione all’ export è diminuita, passando dal 71 % del 2024, al 60,5 %. Primo mercato di sbocco sono risultati gli Stati Uniti, dove le consegne di made in Italy hanno raggiunto i 196,9 milioni(-14,9 %), pari al 14,4 % del totale esportato. Al secondo posto, la Germania, con acquisti per 131,6 milioni(-19,4 %), davanti a Francia( 94,7 milioni,-13,1 %) e Cina( 79,5 milioni,-55,2 %). Al quinto posto della graduatoria delle aree di destinazione di macchine utensili ad asportazione italiane è risultata la Polonia i cui acquisti hanno raggiunto il valore di 73,1 milioni(+ 65,6 %). In aumento sia il consumo( 1.674 milioni, + 19,5 %), sia le consegne interne( 890 milioni, + 29,6 %). In crescita anche le importazioni(+ 9,9 %) che si sono attestate a 784 milioni di euro. La graduatoria dei fornitori stranieri ha visto al primo posto la Germania( 272,2 milioni, + 12,7 %), seguita da Belgio( 99,9 milioni, + 36,5 %), Corea del Sud( 96,6 milioni, + 0,1 %), Giappone( 61,6 milioni, + 10,9 %), Spagna( 56 milioni + 26,9 %), Taiwan( 40,7 milioni, + 2,3 %). In termini di famiglie di prodotto, è necessario fare riferimento ai dati dell’ anno precedente, gli ultimi disponibili. Nel 2024, le fresatrici e alesatrici sono risultate la principale tipologia di macchina ad asportazione prodotta, con una quota pari al 24,3 % del totale.
Il comparto deformazione italiano Nel 2025, la produzione italiana di macchine utensili a deformazione è cresciuta, del 5,7 %, a 3.044 milioni di euro. Le vendite all’ estero sono diminuite a 1.698 milioni di euro, registrando una contrazione del 6,5 %; la propensione all’ export è passata dal 63,1 % del 2024, al 55,8 % del 2025. Primo mercato di sbocco sono risultati gli Stati Uniti dove le vendite italiane sono calate, del 9,1 %, a 292,7 milioni di euro, valore pari al 17,2 % del to-
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