RAPPORTO DI SETTORE
GRAFICO 9. PRODUZIONE ITALIANA PER TIPO DI MACCHINE UTENSILI A ASPORTAZIONE( QUOTA SU VALORE)
principali mercati di consumo dei robot come: Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Germania e Regno Unito, così come nei paesi emergenti. Nel 2024, sono risultati paesi a maggior densità di robot: Corea del Sud( 1.220), Singapore( 818), Germania( 449), Giappone( 446), Svezia( 377), Danimarca( 329), Slovenia( 315), Stati Uniti( 307), Taiwan( 302), Svizzera( 294), Paesi Bassi( 293), Austria( 272), Canada( 241) e Italia( 237). Il settore dei trasporti, in particolare l’ industria automobilistica, storicamente l’ ambito di maggior consumo, tra il 2010 e il 2014, ha continuato ad investire in robot industriali. Dopo due anni di incrementi a una cifra, nel 2017 la crescita è tornata rilevante(+ 22 %), assorbendo il 33 % dei robot di nuova installazione. Nel 2018 una debole crescita del 2 % ha portato a 125.581 le nuove unità installate, che sono tornate in calo del 16 % nel 2019, a 101.976 unità. Il 2020 ha segnato la perdita del primato di questo settore, che ha perso il 22 % delle unità installate, scendendo a 84.215 unità. Con il 2021, il settore è tornato a crescere arrivando a 119.405 unità, aumentando del 42 %. Nonostante il forte incremento(+ 16 %) registrato anche nel 2022, per 136.130 unità, il comparto è rimasto al secondo posto tra i settori di sbocco. Nel 2023, però, l’ industria automobilistica, con 135.461 robot di nuova installazione, ha reclamato il primo posto come principale settore di sbocco, superando l’ industria elettronica, che è diminuita del 20 % a 125.804 unità. Nel 2024, le prime due posizioni si sono nuovamente invertite, con l’ industria elettronica che ha reclamato il primo posto con 128.899 unità(+ 2 %). Tra i campi di applicazione, la manipolazione è risultata la lavorazione cui è stato destinato il maggior numero di robot, con una quota pari al 51,5 % del totale mondiale. La saldatura, con una quota pari al 16,5 %, è l’ area predominante per molti paesi, soprattutto per quelli produttori di veicoli. L’ assemblaggio si è attestato a 49.147 unità nel 2024(+ 4 %), ben lontano dal picco massimo registrato nel 2021 con 63.031 unità.
I dati relativi al 2025 Nel 2025, la produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione si è attestata a 6.391 milioni di euro, registrando un incremento dell’ 1 % rispetto al 2024. Il consumo è cresciuto, del 22,3 %, a 4.534 milioni, per effetto dell’ incremento sia delle consegne sul mercato interno(+ 28,1 %, 2.631 milioni) sia delle importazioni(+ 15,1 %, 1.903 milioni). La quota di mercato coperta da macchinari stranieri è risultata pari al 42 %. In contrazione le esportazioni che, nel 2025, si sono attestate a 3.760 milioni di euro, il 12 % in meno rispetto all’ anno precedente. Il rapporto export su produzione è sceso, dal 67,5 % del 2024, al 58,8 % del 2025. Il saldo della bilancia commerciale è calato del 29,1 %, attestandosi a 1.858 milioni di euro. Tali risultati si sono riflessi sull’ utilizzo della capacità produttiva, la cui media annua è diminuita, passando dal 77,3 % del 2024, al 76,5 % del 2025. In lieve calo anche il carnet ordini, che si è attestato a 6,3 mesi di produzione assicurata, contro i 6,5 dell’ anno precedente. I prezzi delle macchine sono cresciuti dell’ 1,7 % rispetto all’ anno precedente. Dopo la grave crisi registrata nel 2009, l’ indice degli ordini di macchine utensili ha avuto un andamento altalenante: alla ripresa del biennio successivo( 2010-2011), è seguito un nuovo periodo di arretramento( 2012-2013) interrotto nel 2014, anno che sarà ricordato per la ripresa del mercato italiano. Il trend positivo è stato confermato anche nel 2015, rallentando nel 2016 e tornando fortemente dinamico nel 2017. Il 2018 ha segnato una nuova battuta d’ arresto, consolidatosi negli anni seguenti. La media mobile su 4 trimestri relativa agli ordini totali è un indicatore utile a smorzare gli effetti della stagionalità del settore e a evidenziare il ciclo economico con periodi di espansione che si alternano a periodi di contrazione. Ci sono poi periodi in cui piccoli scostamenti dell’ indice( positivi o negativi) si susseguono senza che emerga un chiaro trend( fasi di stagnazione). La media mobile dell’ indice degli ordini ha attraversato una fase di stagnazione che, cominciata nel quarto trimestre del 2007, ha interessato i primi nove mesi del 2008. Con il quarto trimestre, l’ indice si è bruscamente contratto evidenziando l’ inizio di un periodo di flessione, durato per tutto il 2009. Il trend si è invertito dall’ inizio del 2010 a tutto il 2011, anni in cui la media mobile ha evidenziato un mercato in crescita, sebbene trainato solo dalla domanda proveniente dai mercati esteri. L’ ultimo trimestre 2011 ha registrato, però, un rallentamento che è continuato per tutto il 2012 e il 2013, evidenziando una lunga fase di stagnazione. Nel 2014, a livello complessivo, l’ andamento dell’ industria italiana di settore è risultato positivo grazie alla
44 Settembre 2026