Nell’ ordine: La misura di Iperammortamento prevista dal nuovo Piano Transizione 5.0 è un ottimo strumento di sostegno alla domanda italiana di nuove macchine utensili
Oltre 200 gli ospiti presenti, tra imprenditori e manager del settore, rappresentanti delle istituzioni e operatori della stampa
( 84 milioni, + 15,9 %). Dopo due anni di calo, le consegne dei costruttori italiani sul mercato interno sono invece tornate a crescere, attestandosi a 2.631 milioni di euro, pari al 28,1 % in più rispetto all’ anno precedente. A trainare questa performance è stata la ripresa del consumo domestico, cresciuto, del 22,3 %, a 4.534 milioni di euro. Le importazioni si sono attestate a 1.903 milioni di euro, in crescita del 15,1 % rispetto al 2024. La quota di consumo domestico coperta dalla offerta estera è scesa, di tre punti percentuali, al 42 %. In calo il livello di utilizzo della capacità produttiva, la cui media annua è passata dal 77,3 % del 2024, al 76,5 %. Stesso andamento anche per il carnet ordini, che si è attestato a 6,3 mesi di produzione assicurata, contro i 6,5 mesi del 2024. Il fatturato di settore si è fermato a 9.330 milioni di euro.
Le previsioni 2026 parlano di ripresa Parlando di previsioni, quelle elaborate dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU, dicono che il 2026 segnerà una leggera ripresa dell’ industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot, e automazione. Tutti gli indicatori torneranno in territorio positivo ma gli incrementi saranno ancora contenuti. La produzione si attesterà a 6.640 milioni di euro(+ 3,9 %). Le esportazioni si manterranno sul livello dell’ anno precedente, attestandosi a 3.785 milioni di euro(+ 0,7 %). Proseguirà il trend positivo delle consegne dei costruttori sul mercato interno, attese in crescita, dell’ 8,5 %, a 2.855 milioni di euro, trainate dalla domanda italiana che dovrebbe attestarsi a 4.870 milioni,(+ 7,4 %). Anche le importazioni registreranno segno positivo, arrivando a 2.015 milioni(+ 5,9 %).
La macchina utensile italiana tra dazi, incentivi e instabilità « Il 2025 è stato un anno complessivamente deludente per i costruttori italiani di macchine utensili che hanno dovuto fare i conti anzitutto con il forte calo delle vendite all’ estero » ha affermato Riccardo Rosa, presidente UCIMU confermato per il secondo mandato. « D’ altra parte, nonostante la ripresa, anche l’ attività sul mercato interno è risultata poco soddisfacente complice anche il caos intorno a Transizione 5.0. Sul fronte internazionale, l’ instabilità geopolitica ha reso particolarmente complicata l’ attività del settore rappresentato da UCIMU che ha nei mercati esteri lo sbocco principale della propria produzione ». « Detto ciò, gli accadimenti di questi ultimi anni hanno sottoposto le nostre imprese ad uno stress-test continuo, allenandole ad operare in condizioni di business unusual come mai prima d’ o- ra. Anche per questo- ha continuato Riccardo Rosa- rileviamo che non tutto ciò che accade, e che ha un collegamento diretto con il nostro mondo, impatta nello stesso modo sulla nostra attività.
I dazi introdotti dall’ amministrazione Trump ne son un esempio poiché hanno avuto un impatto per noi gestibile. Lo dicono i dati: nel 2025- ha affermato Riccardo Rosa- le vendite negli Stati Uniti sono calate del 9 %. Ma gli Usa restano, di gran lunga, il primo mercato di sbocco del made in Italy settoriale. Ciò è possibile per differenti ragioni: anzitutto gli Stati Uniti non hanno una produzione locale sufficiente a coprire il consumo domestico e necessitano di tecnologia avanzata e super-customizzata; oltre a ciò, in questo particolare momento storico, il settore della difesa, strategico per il paese e dunque esentato dal pagamento dazi, sta esprimendo una domanda piuttosto vivace. Questi tre fattori hanno permesso, e permettono tuttora, ai costruttori italiani di continuare a operare sul mercato americano che apprezza da sempre le caratteristiche della nostra offerta ». « Non per questo- ha aggiunto il presidente- le criticità sono azzerate. Per le tipologie di macchine che sono prodotte anche da costruttori americani, il dazio è evidentemente una pesante zavorra che ha limitato le vendite di made in Italy settoriale. Ma non solo. La politica commerciale di Trump ha prodotto alcuni pesanti effetti indiretti; è il caso, ad esempio, dell’ incremento del costo di alcune materie prime praticato da altri paesi in risposta ai dazi, incremento che impatta anche sulla nostra attività ». www. techmec. it 35