PATRIZIA GHIRINGHELLI
trasformazione strategica perché sono sempre di più gli interlocutori esterni come clienti, fornitori, banche, stakeholder, che ci chiedono non solo di dichiarare il nostro impegno ma di fornire evidenze concrete. Sarà quindi compito dell’ associazione fornire alle imprese gli strumenti necessari per realizzare un approccio più strutturato, capace di valorizzare le peculiarità di ciascuna realtà, e allo stesso tempo favorirne la diffusione tra le aziende associate affinché tutte possano coglierne appieno i benefici in termini di produttività e efficienza.
DAL 20 GENNAIO 2027, IL REGOLAMENTO( UE) 2023 / 1230 SOSTITUIRÀ INTEGRALMENTE LA VECCHIA DIRETTIVA MACCHINE2006 / 42 / CE. IN UNA RECENTE INTERVISTA IL PRESIDENTE UCIMU, RICCARDO ROSA, HA EVIDENZIATO LUCI E OMBRE DI QUESTO CAMBIAMENTO. QUAL È LA SUA OPINIONE IN MERITO? Sottoscrivo integralmente le dichiarazioni del Presidente Rosa, che riflettono appieno i dubbi e le perplessità che condividiamo in UCIMU. La principale criticità legata all’ entrata in vigore del Regolamento non riguarda tanto l’ introduzione di requisiti di sicurezza più stringenti, quanto piuttosto la necessità di disporre in tempi adeguati di norme armonizzate chiare e uniformi che permettano alle imprese di applicare correttamente i nuovi requisiti. L’ obiettivo di adeguare la normativa europea all’ evoluzione tecnologia delle macchine è imprescindibile. Ma ritardi nella disponibilità di tali strumenti potrebbero generare incertezza interpretativa, differenze applicative tra i diversi Paesi europei e ritardi negli adempimenti. Per questo motivo è opportuna una proroga dell’ entrata in applicazione del Regolamento, condizionata al raggiungimento di specifici obiettivi tecnici e alla fruibilità di norme chiare ed armonizzate. Affinché la misura possa raggiungere gli obiettivi prefissati, è fondamentale cioè che le imprese dispongano di regole chiare e di obiettivi concreti e realisticamente raggiungibili. In assenza di tali condizioni, il rischio è quello di una transizione incompleta e di un’ applicazione inefficace della misura.
ORMAI L’ INTELLIGENZA ARTIFICIALE, OLTRE A ESSERE UN TEMA DI GRAN MODA, È QUALCOSA CHE STA DI FATTO CONCRETAMENTE CAMBIANDO IL MONDO DELLA MACCHINA UTENSILE; COME VEDE QUESTO FENOMENO E COME LO STATE“ CAVALCANDO” E SFRUTTANDO PER LE VOSTRE RETTIFICATRICI? Indubbiamente l’ IA è uno strumento che sta modificando il modo di progettare, produrre e gestire i processi industriali. Per una realtà come la nostra, l’ obiettivo non è adottarla per il semplice fatto che oggi se ne parla molto, ma capire concretamente dove possa creare valore. Grazie all’ IA, le nostre macchine diventeranno più intelligenti, capaci di apprendere dai dati, di anticipare sempre meglio le esigenze dei clienti e di garantire prestazioni sempre più efficienti e sostenibili. Le applicazioni sono molteplici, ma la vera sfida soprattutto per una PMI è riuscire a trasformare queste opportunità in applicazioni concrete, sostenibili e realmente utili all’ impresa. Sono convinta che nei prossimi anni la differenza non sarà tanto tra aziende che utilizzano l’ IA e aziende che non la utilizzano, quanto tra quelle che sapranno comprenderne concretamente il valore e integrarla nei propri processi e quelle che rimarranno semplici spettatrici del cambiamento.
SIAMO UNA NAZIONE ANZIANA CON POCHI GIOVANI E POCHE MENTI FRESCHE IN FABBRICA. COSA RITIENE SI POSSA FARE E COSA, MAGARI, STATE GIÀ FACENDO COME RETTIFICATRICI GHIRINGHELLI PER TORNARE A RENDERE LA MANIFATTURA INTERESSANTE PER I GIOVANI? INNOVAZIONE TECNOLOGICA? AUTOMAZIONE? Ritengo che il primo passo sia cambiare la percezione che i giovani hanno della manifattura. La fabbrica di oggi è molto diversa da quella di qualche decennio fa: è tecnologia, automazione, digitalizzazione, progettazione e problem solving. Una macchina utensile moderna è un impianto complesso che per essere realizzato necessita di competenze molto diverse, e proprio per questo oggi le aziende costruttrici possono offrire ai giovani percorsi professionali qualificati e stimolanti. Innovazione e automazione sono certamente parte della risposta, ma da sole non bastano. Occorre investire soprattutto nelle persone, nella formazione e nel trasferimento delle com-
98 Ottobre 2026