4CHIACCHIERE CON... petenze. Dobbiamo riuscire a creare un collegamento più stretto tra scuola e impresa, e far conoscere ai ragazzi, già durante il percorso scolastico, le opportunità che il mondo manifatturiero può offrire. Come azienda cerchiamo di contribuire a questo processo partecipando alle diverse iniziative e ai progetti che ci vengono proposti dalle associazioni di cui facciamo parte così come dalle scuole di diverso orientamento e / o grado. Credo però che ci sia anche una peculiare responsabilità del nostro settore: dobbiamo essere noi per primi capaci di raccontare una manifattura diversa, moderna e tecnologicamente avanzata. In altre parole, dobbiamo essere più attrattivi. Se vogliamo che i giovani scelgano le imprese manifatturiere dobbiamo far capire loro l’ opportunità di lavorare con tecnologie sofisticate e di partecipare concretamente alla realizzazione di prodotti che competono sui mercati internazionali, e soprattutto che le nostre fabbriche non sono il passato ma realtà in cui si costruisce il futuro.
SIAMO ALLA VIGILIA DI UNA NUOVA EDIZIONE DELLA BI-MU, LA TRENTACINQUESIMA PER L’ ESATTEZZA, COSA SI ASPETTA? CHE BI-MU SARÀ? PUÒ DARCI QUALCHE ANTICIPAZIONE SU VOSTRA PRESENZA IN FIERA A MILANO? A mio avviso esiste sempre un parallelismo abbastanza evidente tra l’ andamento dei mercati e la vivacità di una fiera. Una manifestazione fieristica è, in fondo, lo specchio del momento che sta vivendo il settore. Oggi ci troviamo in una fase ancora complessa e caratterizzata da una forte incertezza, con diversi mercati europei che mostrano una domanda ancora piuttosto debole. Per questo motivo credo sia difficile aspettarsi un’ edizione particolarmente vivace. Detto questo, penso sia aleatorio esprimere un giudizio sulla fiera prima che questa abbia effettivamente luogo. Per un’ azienda espositrice, infatti, il valore di una manifestazione non si misura semplicemente dal numero di visitatori, ma dalla qualità dei contatti che si riescono a sviluppare e dalle opportunità che da questi possono nascere. Il vero successo di una fiera si misura dunque nel tempo: anche in una fase di mercato difficile, infatti, una manifestazione fieristica rappresenta un’ importante occasione per incontrare clienti, consolidare relazioni e, soprattutto, intercettare quei segnali di cambiamento che possono anticipare la ripresa. Noi a questa edizione di BIMU saremo presenti con una rettificatrice senza centri modello M100CNC6A che racchiude le tecnologie più all’ avanguardia in un design compatto, progettato specificamente per la gestione di lotti medio-grandi. Grazie a cambio tipo particolarmente rapidi, questa rettificatrice abbatte infatti i tempi morti di oltre il 20 %, dimostran- dosi estremamente performante anche nella lavorazione di piccole commesse. Una simile versatilità rende la M100CNC6A la soluzione ideale per settori di sbocco ad alto contenuto tecnologico, quali aerospace, automotive, medicale, ciclo e motociclo, pneumatica, motori elettrici, utensileria e meccanica di precisione. Nello specifico la versione che presenteremo alla fiera sarà corredata di un robot collaborativo che ne garantisce oltre modo la flessibilità e la polivalenza rendendola particolarmente adatta alle esigenze attuali di mercato.
INFINE, LA DOMANDA PIÙ“ FACILE” E CHE PIÙ MI DIVERTE FARE: COSA VEDE DENTRO LA SFERA DI CRISTALLO? QUAL È IL FUTURO DELLA MACCHINA UTENSILE E IN QUALE DIREZIONE STATE ANDANDO CON LA SUA AZIENDA? Ahimè non possiedo una sfera di cristallo perché se l’ a- vessi potrei contare su risposte definitive a questa come a molte altre domande! Parlando di futuro del nostro settore e della mia azienda, più che un sogno personalmente ho una speranza: che il sapere, le competenze, la tecnologia delle aziende costruttrici di macchine utensili italiane ed europee non vadano dispersi. La nostra economia come quella di altri Paesi si basa sul manifatturiero che stimola la crescita economica, promuove occupazione e competitività internazionale, e favorisce l’ innovazione. Le aziende del settore macchine utensili in particolare sono tutte esempi di eccellenza nazionale che, come ho citato più volte, contribuiscono alla diffusione del Made in Italy inteso come sinonimo di alta qualità nel Mondo. Ma per garantire la continuità e la sopravvivenza del settore manifatturiero abbiamo bisogno di operare in scenari più certi e meno articolati. Le aziende vivono di pianificazione e in contesti come quello attuale è davvero difficile fare previsioni, ma voglio rimanere fiduciosa e sperare in un futuro diciamo meno complesso e aleatorio. www. techmec. it 99