PATRIZIA GHIRINGHELLI
IN ITALIA, SEMBRA CHE L’ IPERAMMORTAMENTO 2026 PROMETTA DI PORTARE FINALMENTE I FRUTTI SPERATI, SIA SOTTO L’ ASPETTO DEL RINNOVAMENTO DEL PARCO MACCHINE CHE DAL PUNTO DI VISTA DELLA SOSTENIBILITÀ. TRA L’ ALTRO È LA PRIMA VOLTA CHE UN TALE PROVVEDIMENTO HA UNA VISIONE COSÌ A LUNGO RAGGIO VISTO IL TERMINE DEL SETTEMBRE 2028. RITIENE CHE QUESTO, UNITA ALLA POSSIBILE CUMULABILITÀ CON ALTRE AGEVOLAZIONI, SIA SUFFICIENTE A RESTITUIRCI UN PO’ DI SERENITÀ A LUNGO TERMINE ALMENO SUL MERCATO DOMESTICO? Partirei con il dire che il mercato domestico nei primi sei mesi dell’ anno ha registrato una contrazione del 32,4 % degli ordini raccolti. Diminuzione determinata, almeno in parte, dall’ attesa di chiarimenti sulle modalità di funzionamento del nuovo strumento di incentivazione, l’ iperammortamento 2026 appunto, destinato a sostenere gli investimenti in beni strumentali effettuati dal 1 ° gennaio 2026 fino a settembre 2028. In questo contesto, molte imprese hanno infatti scelto di rinviare la conferma dei propri programmi di investimento, in attesa di un quadro normativo e operativo definito. L’ emanazione nel mese di giugno del decreto attuativo ha contribuito a imprimere un nuovo impulso al mercato interno. Sarà tuttavia necessario attendere ancora qualche mese affinché gli effetti della misura possano emergere pienamente nelle rilevazioni di UCI- MU. In associazione guardiamo comunque con fiducia all’ evoluzione del mercato, anche alla luce dei dati riportati da“ Il Sole 24Ore” il 18 agosto 2026 riferiti al 13 agosto, secondo cui la misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 aveva già raccolto quasi 15.000 domande, tra comunicazioni preventive e confermate, per un ammontare di circa 4,75 miliardi di euro di investimenti in beni strumentali. Al MIMIT va riconosciuto il merito di aver affiancato alla semplificazione dello strumento
di agevolazione una durata pluriennale. L’ operatività dell’ incentivo fino a settembre 2028 dovrebbe infatti consentire alle imprese italiane una programmazione più ragionata degli investimenti in nuove macchine utensili e tecnologie di produzione, offrendo al contempo anche a noi costruttori la possibilità di pianificare con maggiore visibilità la produzione e le attività aziendali nel medio periodo. L’ auspicio è quindi che il mercato italiano possa tornare presto a crescere. La nostra industria manifatturiera ha infatti la necessità di continuare a investire nell’ innovazione per mantenere la propria competitività in uno scenario internazionale in cui la digitalizzazione e l’ intelligenza artificiale stanno modificando profondamente processi, modelli produttivi e dinamiche decisionali.
IN UN CONVEGNO CUI HO PARTECIPATO, UN AUTOREVOLE PROFESSORE UNIVERSITARIO HA DETTO CHE“ LA CRISI C’ È SE NON SI HA IL CORAGGIO DI INVESTIRE E FARE LE SCELTE GIUSTE IN TECNOLOGIA INNOVATIVA”. CONDIVIDE QUESTA AFFERMAZIONE? QUANTO CONTA OGGI IL CORAGGIO IMPRENDITORIALE NEL PRENDERE DECISIONI DI INVESTIMENTO, SOPRATTUTTO IN UNA FASE DI FORTE INCERTEZZA? Condivido l’ affermazione del professore, soprattutto se la interpretiamo nel senso che nelle fasi di maggiore difficoltà non è sufficiente aspettare che l’ incertezza passi: è proprio in questi momenti che le imprese devono avere la capacità e il coraggio di guardare avanti e continuare a investire. Naturalmente, coraggio imprenditoriale non significa investire senza criterio. Significa saper assumere decisioni anche quando non si dispone di tutte le certezze che si vorrebbero, individuando le tecnologie e le opportunità che possono rafforzare la competitività dell’ azienda nel medio e lungo periodo. Per un’ impresa con una lunga storia alle spalle, credo che questo atteggiamento sia ancora più importante. La nostra esperienza ci ha insegnato che i periodi di trasformazione non si superano semplicemente aspettando il ritorno delle condizioni favorevoli, ma cercando di anticipare il cambiamento. È quello che abbiamo fatto in passato e che dobbiamo continuare a fare oggi, con la consapevolezza che le tecnologie stanno cambiando rapidamente il modo di progettare, produrre e utilizzare le macchine utensili. Perché nelle fasi di incertezza il rischio maggiore non è soltanto quello di investire troppo ma è anche quello di non investire affatto e ritrovarsi, quando il mercato ripartirà, meno competitivi di chi ha avuto il coraggio di prepararsi prima.
96 Ottobre 2026