uno dei principali riferimenti mondiali nelle macchine equilibratrici, nei sistemi di spin test e negli analizzatori di vibrazioni, Schenck è stata fondata nel 1881 alle porte di Francoforte, in Germania, e oggi serve diversi comparti industriali che spaziano dall’ automotive all’ aeronautico e aerospaziale, passando per l’ energia e la meccanica generale. L’ azienda è parte del Gruppo Dürr, multinazionale quotata tra i leader globali dell’ ingegneria impiantistica, mentre in Italia è presente dal 1971 con Schenck Italia. Negli ultimi quattro anni, la realtà italiana ha registrato una crescita molto significativa, culminata con un EBIT moltiplicato di 23 volte tra il 2022 e il 2025.
Oltre i prodotti La servitizzazione ha avuto un ruolo rilevante in questa evoluzione introducendo un modo diverso di concepire il rapporto con il cliente: non si parla soltanto di prodotti, ma della possibilità di costruire insieme le condizioni perché quella tecnologia continui a generare valore nel tempo. « Per noi, servitizzazione significa passare dal vendere macchine al fornire risultati lungo i processi del cliente – esordisce Francesco D’ Alessandro, Direttore
Generale Italia presso Schenck RoTec GmbH – Si tratta di un approccio differente attraverso il quale si crea e si trasferisce valore, ben lontano dal limitarsi ad aggiungere un servizio accessorio a un bene strumentale. Il cliente oggi non cerca soltanto una macchina: cerca competenza, prevedibilità dei costi e riduzione del rischio. La nostra risposta a queste esigenze è basata su un modello che si articola su tre direttrici. La prima è quella delle soluzioni integrate prodotto + servizio: formule che possono includere pacchetti completi, manutenzione preventiva o attività di certificazione all’ interno del nostro laboratorio di misura. La seconda è il conto terzi che permette al cliente di utilizzare la nostra tecnologia premium senza acquistare un nuovo impianto, oltre al noleggio di alcuni dei nostri prodotti. La terza è l’ engineering consulting con cui affianchiamo progettazione e manufacturing engineering del cliente su tutte le variabili legate alla rotazione: tolleranze, concept di assemblaggio, lavorazioni meccaniche, validazione di design, consistenza dell’ assieme o del componente. In questo modo il cliente può validare un nuovo design in tempi rapidi, senza dover necessariamente
Francesco D’ Alessandro, Direttore Generale Italia presso Schenck RoTec GmbH
Un rotore per motore elettrico in fase di prova di sovravelocità con macchina Centrio 100
fare grandi investimenti e assumere nuovi specialisti. In pratica, mettiamo a disposizione una combinazione di tecnologia ed esperienza applicativa che riduce il rischio tecnico e accelera le decisioni ».
Alternative all’ acquisto Per un costruttore, il ruolo di produttore di macchine resta dunque centrale, ma oggi il punto è mettere a disposizione tecnologia, capacità operativa e competenze in modo molto più fruibile. « Pensiamo, ad esempio, a un’ officina o a un costruttore che riceve un ordine per un piccolo lotto o addirittura per un singolo pezzo, per cui servano equilibratura o spin test – sottolinea D’ Alessandro – In questi casi, acquistare una macchina nuova potrebbe essere eccessivo o richiedere tempi incompatibili con il mercato. Il nostro servizio conto terzi consente di risolvere il problema in tempi rapidi, anche con certificazioni che altrimenti richiederebbero il coinvolgimento di laboratori esterni ». Questa evoluzione del rapporto tra costruttore e cliente si inserisce in un contesto manifatturiero caratterizzato da una forte incertezza su molteplici fronti. « Il contesto industriale è cambiato molto – spiega D’ Alessandro – Negli ultimi anni abbiamo visto aumentare la volatilità
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