4CHIACCHIERE CON... un materiale con un utilizzo di nicchia, siamo sempre stati risparmiati da tale fenomeno, ma l’ impennata di domanda e di costi ha attirato l’ attenzione della criminalità per cui stiamo assistendo a moltissimi furti o comunque a tentativi di intrusione quasi quotidiani che prendono di mira sia gli utensilieri sia gli utilizzatori. Questo perché l’ obiettivo non è solo la forma grezza o l’ utensile, ma anche il materiale di scarto che permette di recuperare una buona quantità di tungsteno. Da mesi le principali aree industriali del nostro territorio subiscono queste azioni e ciò rappresenta anzitutto un grave problema di sicurezza, ma ha effetti anche a livello produttivo. Gli utensili sono il materiale consumabile per eccellenza nelle officine. Trovarsi letteralmente senza utensili dalla sera al mattino successivo significa bloccare l’ intero reparto con danno alla produttività, rischio di penali da pagare se non si riescono a consegnare i prodotti ai clienti entri i tempi previsti e ulteriore spesa per riacquistare al materiale, ammesso di riuscire a recuperarlo in tempi brevi. Se si tratta di prodotti da catalogo, infatti, è più facile trovarli nonostante la carenza di tungsteno, ma nel caso di utensili speciali un’ azienda può dover aspettare diversi giorni prima di poter ricevere il prodotto richiesto. Per questo motivo stiamo cercando di sensibilizzare le forze dell’ ordine, segnalando le realtà più a rischio per questo tipo di furti, che comprendono anche le imprese impegnate in attività di recycling del metallo duro ».
IL RECYCLING È SPESSO ABBINATO ALLA SOSTENIBILITÀ. COME SI STA MUOVENDO IL COMPARTO IN QUEST’ OTTICA? « In generale il recupero del metallo viene incentivato ormai da molti anni anche per una questione di sostenibilità, per rendere meno intensiva l’ estrazione di certi materiali. Nel caso del tungsteno queste politiche vengono ulteriormente spinte, considerando sia i costi sia la difficoltà di reperire la materia prima. In generale tutta la filiera è soggetta a normative in ottica sostenibilità che abbracciano molte tematiche. Il punto fondamentale è che queste politiche hanno un costo. Sarebbe importante mettere in campo una serie di misure a livello europeo che impediscano l’ ingresso sul nostro mercato di prodotti e di realtà che non rispettano i nostri stessi standard in tema di sostenibilità, rendendo al contempo i prodotti europei più competitivi ».
LA COMPETITIVITÀ SPESSO VIENE INTESA COME UN MIX DI CONTENUTO TECNOLOGICO E COSTI, CON I PRODOTTI EUROPEI, GIAPPONESI
A PROPOSITO DI RECYCLING, QUANTO È SENSIBILE LA FILIERA A QUESTO TEMA? « È uno degli argomenti sui quali lavoro fin dall’ inizio del mio mandato in ECTA. In Europa, a mio avviso, siamo partiti in ritardo rispetto ad altre aree geografiche. Motivo per cui stiamo cercando di sensibilizzare maggiormente le aziende sul recupero del metallo duro. Più si ricicla, più si riesce a contenere il costo della polvere grezza che è alla base del processo di sinterizzazione per la produzione di un utensile di questo tipo. Il recycling è particolarmente utile in questa filiera perché la percentuale di tungsteno che si riesce a recuperare è alta e di ottima qualità. Il rovescio della medaglia è che si tratta di un’ attività complessa e gravosa anche sul piano energivoro, ma riuscire a mantenere il materiale e il processo in Europa avrebbe un’ elevata importanza sul piano strategico, della competitività e del mantenimento delle competenze ». www. techmec. it 61