In un contesto segnato da volatilità dei costi, supply chain più fragili e crescente pressione sul time-to-market, la rapidità di adattamento diventa un fattore competitivo decisivo. In quest’ ottica, la riflessione proposta ai partecipanti dell’ evento è chiara: non chiedersi“ quanto costa stampare un pezzo”, ma“ quanto costa non utilizzare la fabbricazione additiva”.
L’ AM si sta diffondendo sempre di più anche nei reparti produttivi delle aziende
nenti in sviluppo, dove la possibilità di aggiornare rapidamente il progetto riduce drasticamente i tempi di iterazione. In questo scenario si inserisce il concetto di magazzino digitale, in cui i dati CAD sostituiscono parte delle scorte fisiche, semplificando la gestione dei materiali.
Da sinistra: Andrea Pontremoli, CEO di Dallara e Fabio Boiocchi, Direttore Marketing EMEA di Stratasys
Versatilità di utilizzo Dal punto di vista della progettazione, l’ Additive Manufacturing consente di superare numerosi vincoli tipici delle tecnologie tradizionali. Permette di alleggerire le strutture ottimizzando il rapporto peso-rigidità, di realizzare canali interni complessi non ottenibili mediante lavorazioni convenzionali e di consolidare in un unico componente parti che normalmente richiederebbero assemblaggi successivi. Parallelamente, la continua evoluzione dei materiali amplia progressivamente il campo di applicazione della fabbricazione additiva, consentendo di individuare la soluzione più adatta in funzione delle esigenze produttive. Le tecnologie sviluppate da Stratasys coprono infatti ambiti differenti: la FDM( Fused Deposition Modeling) trova impiego nella realizzazione di attrezzaggi, dime, maschere e componenti funzionali in materiali termoplastici ad alte prestazioni; la SAF( Selective Absorption Fusion) è orientata alla produzione di lotti medio-grandi di parti finali con caratteristiche ripetibili; la PolyJet si distingue
Snellire il processo Nell’ ambito della R & D i vantaggi dell’ AM sono consolidati, ma il suo potenziale è molto più ampio se integrato nel processo produttivo. Non si tratta di sostituire le tecnologie tradizionali, ma di affiancarle nei casi in cui risultano meno efficienti. Un esempio tipico è la produzione di ricambi non disponibili a magazzino: l’ AM consente di eliminare attrezzaggi dedicati o stampi, riducendo costi di lavorazione, tempi di programmazione e immobilizzo di scorte. Questo approccio permette inoltre una maggiore flessibilità interna, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e aprendo la strada a modelli di assistenza on-demand per gli OEM, con un conseguente abbattimento dei tempi di fermo macchina. La tecnologia risulta efficace anche nella produzione di dime e attrezzaggi per compowww. techmec. it 33