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tutto attivare logiche di manutenzione predittiva, anticipando i guasti e migliorando la disponibilità degli impianti. Questo permette non solo di aumentare l’ efficienza, ma anche di supportare obiettivi di sostenibilità, ottimizzando consumi e utilizzo delle risorse. In questo scenario, la servitizzazione trova la sua piena realizzazione: il valore non è più nel prodotto, ma nella prestazione che quel prodotto garantisce nel tempo. Naturalmente questo introduce anche nuove sfide: la gestione della mole dei dati diventa centrale, così come la loro sicurezza. I dati di produzione sono un asset strategico e la cybersecurity diventa parte integrante del servizio. In sintesi, il nostro percorso è un passaggio dall’ assistenza alla performance, alla relazione e al dato. Oggi servitizzare significa integrare tecnologia, servizi e dati per garantire risultati concreti nel tempo ».
UN FATTORE STRATEGICO, UNA NECESSITÀ Un modello di business servitizzato rappresenta una grande opportunità per un costruttore di macchine utensili? A questa domanda ha risposto Giacomo Barbieri, amministratore delegato di Heller con « un convinto e categorico“ sì”, ma mi spingerei a dire che si tratta ormai di una necessità vitale per la sopravvivenza sul mercato. Oggi non è più sufficiente fornire una macchina di altissima qualità meccanica o di grandi prestazioni. A livello globale, le tecnologie meccaniche dei paesi concorrenti hanno raggiunto un livello prestazionale sostanzialmente simile al nostro. Il vero gap di competitività si può mantenere solo aggiungendo intelligenza, raccogliendo dati e investendo nella dimensione digitale e meccatronica della macchina. Se come costruttori di macchine utensili non ci muoviamo in questa direzione, il rischio è enorme: daremo spazio a terzi che inizieranno a digitalizzare le macchine già installate, proponendosi loro come fornitori di servizi a valore aggiunto. Questo porterebbe a una totale separazione tra il costruttore e il cliente finale, con una gravissima perdita di competitività. Al contrario, abbracciando la servitizzazione, il costruttore diventa il primo beneficiario: analizzando i dati raccolti, può conoscere alla perfezione le performance dei propri impianti e continuare a migliorarli e si creerebbe una vera partnership tra costruttore e utilizzatore ». « Secondo il“ credo di Heller”.- spiega ancora Barbieri- servitizzare significa utilizzare i dati raccolti da una macchina connessa per offrire una serie di servizi che vanno dal basso all’ altissimo valore aggiunto. L’ utilizzatore finale non dovrebbe sprecare tempo ad analizzare lo stato dell’ impianto, ma dovrebbe potersi concentrare solo sul suo core business: ovvero produrre. Faccio alcuni esempi concreti di questo modello: parlando di monitoraggio e Manutenzione Predittiva, il costruttore controlla da remoto se la macchina funziona correttamente e, analizzando i dati, è in grado di intervenire o avvisare prima ancora che la macchina rischi di fermarsi con un down time ridotto al minimo come benefit per il cliente. Se pensiamo a una macchina per asportazione di truciolo, questa può accorgersi da sola che gli utensili sono a fine vita, che i liquidi sono scarsi od altro ancora. A questo punto la macchina stessa può emettere in automatico l’ ordine di acquisto, bypassando del tutto le lungaggini del magazzino. Ciò si traduce in una gestione automatica dei consumabili con una continuità produttiva elevata. Sono tanti gli esempi fattibili anche nel campo dell’ ottimizzazione e settaggio da remoto delle macchine: in questo caso, il costruttore può prendere in carico la schedulazione della produzione garantendo l’ impostazione dei parametri della macchina direttamente a distanza ottimizzando il tempo ciclo e garantendo maggiore efficienza produttiva. I dati permettono di capire se l’ operatore sta usando la macchina nel modo migliore. Il costruttore può quindi vendere un servizio di formazione mirata per condurre meglio l’ impianto, esattamente come un coach che ti insegna a ottimizzare le tue performance. Noi costruttori non dobbiamo aspettare che sia il mercato a chiedere questi servizi. Dobbiamo creare macchine intelligenti e proporre il servizio proattivamente. Abbiamo esempi nel
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114 Luglio / Agosto 2026