Tecnologie Meccaniche Gen/Feb 2025 | Page 81

L ’ OBIETTIVO È UNO SOLO : CREARE UN MERCATO DEL LAVORO PIÙ DINAMICO E INCLUSIVO

4chiacchiere con ...

IN DIVERSI SUOI INTERVENTI , COMPRESO QUELLO DELL ’ ASSEMBLEA DI CONFINDUSTRIA DURANTE LA QUALE È STATO ELETTO ALLA PRESIDENZA , HA SOTTOLINEATO IL VALORE SOCIALE DELLA PRODUTTIVITÀ COME DENOMINATORE DI CRESCITA DELLA RICCHEZZA DEL PAESE . CI PUÒ SPIEGARE MEGLIO QUESTO CONCETTO ? « Le tensioni geopolitiche , che si riverberano sull ’ economia mondiale , hanno un impatto enorme su un tessuto sociale già in difficoltà per l ’ invecchiamento della popolazione e la conseguente crisi del Servizio Sanitario Nazionale . È dunque fondamentale essere coesi , ritrovare il senso di comunità e non lasciare indietro nessuno . Una comunità socialmente coesa trae la sua linfa vitale e si sviluppa in modo direttamente proporzionale alla competitività e alla produttività . L ’ industria , infatti , non può crescere da sola ma soltanto insieme a una rete composta da istituzioni , lavoratori e cittadini . Si tratta di una vera e propria sfida sociale perché influenza la crescita economica e il benessere collettivo . Una maggiore produttività nazionale può portare a salari più alti , prezzi più bassi e una migliore qualità della vita . Dobbiamo creare le condizioni perché questo Paese riesca a produrre di più e per questo servono infrastrutture , costi energetici ridotti e attrattività ».
UN ALTRO GRANDE TEMA È QUELLO DEL REPERIMENTO DI NUOVI OCCUPATI IN PARTICOLARE DELLE NUOVE GENERAZIONI . QUALI STRADE SONO DA PERCORRERE , A SUO AVVISO , PER RISOLVERE QUESTO PROBLEMA PREOCCUPANTE PER OGGI , MA SOPRATTUTTO PER IL PROSSIMO FUTURO DEL PAESE ? « Il nostro Paese soffre di un persistente disallineamento tra domanda e offerta di lavoro , con una mancata corrispondenza tra le competenze possedute dalle persone in cerca di lavoro o già occupate , e quelle richieste dalle imprese . Un mismatch che costa 40 miliardi l ’ anno . D ’ altra parte , il mercato del lavoro italiano ha sempre puntato erroneamente su politiche passive , facendo quindi ricorso ad ammortizzatori sociali e alla gestione dei processi di transizione attraverso la cassa integrazione e i prepensionamenti . Oggi abbiamo strumenti di politica del lavoro ancora novecenteschi , mentre abbiamo bisogno di tutelare l ’ occupabilità dei lavoratori . La crisi demografica e le sfide legate all ’ equità del welfare diventano sempre più pressanti . Dobbiamo davvero spostare l ’ equilibrio verso le politiche attive , dalla difesa del posto di lavoro alla formazione continua per una collocazione verso impieghi e redditi migliori . L ’ obiettivo è uno solo : creare un mercato del lavoro più dinamico e inclusivo proprio in virtù di quel concetto di comunità al quale abbiamo fatto riferimento prima ».
L ’ ARGOMENTO PRECEDENTE NE APRE UN ALTRO ALTRETTANTO IMPORTANTE , CHE È QUELLO DELLA FORMAZIONE . NECESSITANO FIGURE PROFESSIONALI ADEGUATE AI CAMBIAMENTI IN ATTO . QUALI I SUGGERIMENTI DI CONFINDUSTRIA E QUALI LE AZIONI DA ATTUARE IN COLLABORAZIONE CON IL GOVERNO E LA SCUOLA ? « Oggi , come ieri e molto più di ieri , la formazione dei lavoratori è la principale leva di competitività delle imprese . L ’ automazione e l ’ intelligenza artificiale , infatti , portano un valore aggiunto solo nella misura in cui nelle imprese ci sono persone formate , disponibili a imparare ed essere sempre attive

L ’ OBIETTIVO È UNO SOLO : CREARE UN MERCATO DEL LAVORO PIÙ DINAMICO E INCLUSIVO

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