Tavola Rotonda
Il Comitato Deformazione è un gruppo di lavoro composto da imprenditori e manager delle associate Ucimu del comparto deformazione
Il Past President di Ucimu e CEO di Ficep Barbara Colombo interviene sul tema della concorrenza asiatica puntano all’ eliminazione graduale di certi gas ». « Quello che noi vediamo- interviene Paolo Pusceddu, Amministratore Delegato del Gruppo OCTA cui appartiene Crippa Srl, marchio storico nella produzione di macchine curvatubi- è che l’ Italia è sostanzialmente ferma e l’ Europa è moribonda. Tutto il resto del mondo si sta muovendo abbastanza rapidamente, c’ è una dinamicità generale, nel Nord e nel Sud dell’ America ma anche nel Sud-Est asiatico, in India, in Cina che non vedevo da diversi anni. Aggiungo altresì che la concorrenza cinese ha smesso di puntare sul prezzo basso e va dai nostri potenziali clienti con una proposta di valore che, non di rado, è molto più forte di quello che noi possiamo immaginare. Dunque, bisogna maggiormente puntare sulla Ricerca e Sviluppo e reagire prontamente alle evoluzioni dei mercati ».
Essere più vicini al cliente e potere fare importanti investimenti anche in Ricerca e Sviluppo sono i plus dell’ essere una grande azienda secondo Francesca Zanettin, Corporate Marketing Manager di Salvagnini Italia.
PIANO TRANSIZIONE 5.0: I PUNTI DI VISTA Le previsioni Ucimu parlano di una lenta, ma graduale, ripresa degli investimenti già a partire dalla primavera 2025. Un dato che certamente fa guardare con più fiducia al futuro della macchina utensile italiana, anche in virtù della tanto attesa semplificazione del Piano Transizione 5.0. « Personalmente sono contro questo tipo di misure perché“ drogano” il mercato- afferma Andrea Pedrini, Responsabile Commerciale estero della Produtech, azienda costruttrice di macchine taglio laser e punzonatrici da coil- perché sono strumenti una tantum utili solo a chi in quel momento deve investire. Sarebbe invece più logico una misura di più ampio respiro, meno potente ma che rimanga a regime per un periodo di tempo più lungo, consentendo all’ azienda di pianificare con continuità ». « Sulla base di quanto percepiamo dai nostri clienti- aggiunge Marzio Rossi, CEO di Leas, azienda impegnata in soluzioni di automazione industriale e robotica- il Piano 5.0 è fatto male e la poca chiarezza è un deterrente all’ utilizzo delle agevolazioni perché il fornitore dovrebbe dare garanzie di risparmio energetico negli anni a venire. Di fronte a un controllo chi ne risponde? Aggiungo una riflessione: il Piano Transizione 5.0 è un’ iniziativa italiana, ma per fronteggiare la concorrenza cinese e americana e i loro sviluppi tecnologici sul fronte dell’ intelligenza artificiale è necessario avere un’ Europa veramente unita, con un piano industriale robusto ». Sulla riflessione di Marzio Rossi si inserisce Federico Bugno, Managing Director di Leas, secondo cui « è proprio questo il problema: così come alle spalle delle industrie cinesi o americane c’ è un Sistema Paese forte, lo stesso non si può dire delle aziende europee. Questa è una partita che non si gioca ad armi pari e non c’ è tecnologia avanzata che possa sopperire a questa mancanza ». « Siamo abbastanza convinti che il Piano Transizione 5.0 non
144 N ° 2- Aprile / Maggio 2025
TecnoLamiera