funzioni- aggiunge nuovamente Luigi Galdabini- Però è anche vero che gli incentivi precedenti hanno drogato un po’ il mercato, limitando oggi la necessità di nuovi investimenti. Ulteriore difficoltà nell’ applicazione della 5.0 è legata alla sostenibilità del processo e non della macchina; dunque, al cliente serve un impianto dove confluiscono diverse tecnologie e serve un capo commessa, un general contractor che malvolentieri si assume la responsabilità di una fornitura che potrebbe rivelarsi non rispondente ai requisiti del Piano 5.0 ».
I PRO E I CONTRO DELLA DIMENSIONE AZIENDALE L’ ultimo giro di tavolo ha riguardato il tema della dimensione aziendale e di come questa possa influire sulle capacità di un’ azienda di affrontare i mercati riportando, purtroppo per motivi redazionali, solo alcuni degli interessanti interventi. « Ci consideriamo una medio-grande azienda- dichiara Ezio Colombo, Past President di Ucimu e Presidente di Ficep- che in virtù delle sue dimensioni ha fatto dell’ internazionalizzazione un fattore critico di successo. Esportiamo in 125 mercati e abbiamo 17 filiali estere e network di tecnici altamente
Sotto l’ aspetto merceologico, il mondo della deformazione italiana ricopre in misura significativa ogni ambito della lavorazione della lamiera e il Comitato Deformazione di Ucimu ne è la chiara rappresentazione
qualificati. Questo assetto ci permette di compensare un po’ i mercati che subiscono le oscillazioni della domanda ». « Non ci siamo mai considerati e non ci consideriamo un’ a- zienda di grandi dimensioni nonostante negli anni il Gruppo sia cresciuto significativamente » interviene Magistri, BLM
LE PREVISIONI DEL CENTRO STUDI UCIMU PARLANO DI UNA LENTA MA GRADUALE RIPRESA DEGLI INVESTIMENTI A PARTIRE DALLA PRIMAVERA DI QUEST’ ANNO
La tavola rotonda ha messo in evidenza un settore in trasformazione, con sfide significative ma anche grandi opportunità
Group. « Dobbiamo invece essere consapevoli di essere una realtà che si confronta spesso sia con Gruppi esteri di maggiori dimensioni sia con Aziende concorrenti medio-piccole. In questo scenario, il nostro punto di forza è costituito da un ampio mix di prodotti complementari tra loro e in grado di dialogare l’ uno con l’ altro: il concetto di One Stop Shop, cioè porci sul mercato come unico interlocutore in grado di soddisfare più esigenze nel campo dei macchinari e dei software per la lavorazione dei metalli, ci garantisce di instaurare rapporti di lunga durata con il cliente in una logica di crescita reciproca ». « La Salvagnini è una realtà medio-grande che ha scelto di essere una multinazionale con una forte presenza all’ estero- spiega Francesca Zanettin, Corporate Marketing Manager di Salvagnini Italia, produttrice di un’ ampia gamma di macchine per la lavorazione lamiera- grazie al coraggio del nostro imprenditore che ha fatto grossi e continui investimenti per essere più vicini al cliente. Questo è il vantaggio di avere un’ a- zienda grande, vantaggio che si affianca a quello di potere fare importanti investimenti anche nella Ricerca e Sviluppo ». La tavola rotonda ha messo in evidenza un settore in trasformazione, con sfide significative ma anche grandi opportunità. La chiave per il futuro sembra risiedere nella capacità di innovare, nella digitalizzazione e nella costruzione di un’ industria europea più unita e competitiva. Il confronto tra gli esperti ha rafforzato l’ idea che, nonostante le difficoltà, l’ industria italiana del comparto della deformazione della lamiera abbia ancora molto da offrire a livello globale.
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