« Leggermente differente il punto di vista di chi opera nel campo dello stampaggio- interviene Luigi Galdabini, Managing Director della Galdabini Cesare Spa e anch’ esso Past President di Ucimu- poiché in Italia, in questo segmento, non vediamo ancora la concorrenza cinese o di altri Paesi esteri poiché la domanda degli utilizzatori è volta ad avere soluzioni e non solo macchine. Serve quindi l’ integrazione automatica di altre macchine ausiliarie e ciò rende più difficile l’ ingresso sul mercato di altri attori. Al contrario, nel caso di macchine stand alone, è possibile che si perda qualche quota di mercato specialmente nei Paesi sudamericani o dell’ Est europeo dove c’ è una maggiore attenzione al prezzo ». Gli fa eco Michele Archenti, Sales and Marketing Manager di AIDA, azienda produttrice di presse e apparecchiature di automazione per lo stampaggio: « Confermo che nell’ ambito delle presse servomeccaniche non vediamo ancora la concorrenza cinese in Italia, mentre in Europa è già entrata attraverso i canali degli OEM per il settore automobilistico ». Anche Valerio Ferraro, Direttore Vendite di Omera, è in linea con quanto detto negli ultimi due interventi: « Quali costruttori di presse meccaniche e idrauliche e di rifilatrici bordatrici, non sentiamo ancora un’ effettiva presenza delle aziende cinesi. Ci stiamo concentrando sui processi, quindi su soluzioni che mirano a fornire un servizio per lo stampaggio: dallo stampo alla gestione del tempo ciclo alla gestione dell’ obiettivo produttivo. In questo campo, noi italiani possiamo vantare l’ eccellenza tecnologica. È un modus operandi che ci sta premiando, sebbene ci siano difficoltà di penetrazione in quei mercati dove si è meno attenti alle normative di sicurezza, cioè dove l’ approccio all’ acquisto è diverso ».
L’ EXPORT: LUCI E OMBRE Per la macchina utensile italiana il 2024 ha registrato un calo, determinato dalla forte contrazione delle consegne sul mercato interno. Situazione negativa che è stata almeno in parte compensata dal dato dell’ export. « Premesso che anche per le nostre presse piegatrici di grandi dimensioni non vediamo la concorrenza cinese- dichiara Marco Antonini, Area Sales Manager di MCM, costruttore di centri di lavoro e presse piegatrici a marchio Colgar- confermo che anche per noi il mercato estero ha registrato una impennata, con particolare riferimento alla Germania per la produzione di tubi per il settore petrolifero. Se guardo all’ Italia, penso che al calo della domanda di investimenti abbiano contribuito due principali fattori: la poca chiarezza nelle procedure del Piano Transizione 5.0, che ha frenato gli investimenti, e la crescente difficoltà di reperire manodopera specializzata ». « Come produttori di utensili standard e speciali per presse piegatrici e punzonatrici- sostiene Francesco Rolleri, Presidente dell’ omonima azienda- l’ export non è stato esaltante per vari motivi; in primis quello di essere entrati nella black list della Russia, il nostro mercato principale. In generale,
Il Presidente in carica di Ucimu-Sistemi per Produrre Riccardo Rosa è intervenuto a inizio lavori per un breve saluto
ritengo che i costruttori europei debbano lavorare insieme per fare fronte alla concorrenza extracontinentale e alle strategie geopolitiche internazionali in atto. Dobbiamo creare un mercato interno forte, con degli obiettivi strategici comuni sui quali investire, andando ad aggredire il resto del mondo consapevoli che la nostra tecnologia è fortissima ». Massimiliano Piva, Sales Area Manager Metals della Sacmi, Gruppo internazionale impegnato nella fornitura di tecnologie avanzate per diversi settori, tra i quali quello della lavorazione lamiera, sostiene: « Abbiamo registrato una situazione positiva nel Nord Europa, mentre c’ è stato il calo di vendite sul mercato interno che, a nostro avviso, è stato determinato anche dalle numerose incertezze sull’ applicazione del Piano Transizione 5.0. Tornando al mercato estero e in particolare a quello dell’ area europea, ci aspettiamo un rallentamento del nostro business a causa di regolamentazioni continentali che
Il Comitato Deformazione di Ucimu si riunisce 3-4 volte l’ anno per confrontarsi su temi di comune interesse www. techlamiera. it 143