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potenziali criticità della tecnologia laser tra cui Medini ha inserito « la deriva della focale in base alla temperatura delle lenti, la perdita di potenza che può divenire molto significativa dopo pochi anni di vita dell’ impianto laser e la necessità di cambiare registro per quanto riguarda la qualità della manutenzione, necessario all’ interno delle aziende e la difficoltà di lavorare con carico lamiera su spessori molto alti. Ad esempio, quando si ha a che fare con alti spessori sul mercato iniziano ad esserci diverse macchine a portale mobile e non chiuse. Senza andare a disquisire su questioni di sicurezza è innegabile che questa configurazione di macchine sia, in termini di dinamiche, più simile a un impianto plasma che a una macchina con cabina chiusa estremamente veloce. A livello di qualità di taglio ovviamente la qualità laser è superiore al plasma ma la forbice è certamente meno accentuata rispetto agli spessori sottili. In alcuni casi su molte geometrie si fa obiettivamente fatica a distinguere un taglio laser da un buon taglio plasma. Il kerf di un sistema laser è molto più piccolo di un plasma. Questo è innegabile; per il taglio di parti piccole( esempio fori) questo è un indubbio vantaggio. Quando però si pensa a parti più grandi- tipicamente parti esterne di pezzi da realizzare- avere un solco di taglio molto piccolo può creare dei grattacapi per l’ estrazione dei pezzi lavorati. Uno dei vantaggi del taglio laser è il fly cut che consente di eseguire a velocità di taglio impressionanti lavorazioni quali piastre con fori rettangolari; questo vantaggio ovviamente si perde sugli alti spessori poiché, molto spesso, il tempo di piercing è superiore nel laser rispetto al plasma. Oltre a queste valutazioni è poi da considerare che su molte lavorazioni, specialmente quando si va a realizzare particolari che devono essere poi saldati, la maggior qualità del laser è da considerare un overkill. Per queste lavorazioni, inoltre, spesso si vanno ad utilizzare materiali fortemente ossidati e su questi materiali ovviamente il laser ha più difficoltà rispetto al plasma ». Medini ha poi fatto una considerazione su quanto sta accadendo nel mondo è la seguente: « Il mercato asiatico ha una penetrazione del laser fibra( soprattutto su nuovi impianti) molto superiore all’ Europa e ancora di più se pensiamo agli Stati Uniti d’ America. Il dubbio che questo dipenda anche dalla differente sensibilità in termini di sicurezza un po’ viene. Soprattutto sugli alti spessori lavorare rispettando i criteri di sicurezza o non farlo cambia radicalmente lo scenario ».
OTTICHE SPECIFICHE PER LE ALTE POTENZE Individuata nelle ottiche laser una potenziale criticità, Gianluca Motter ha approfondito il tema parlando di ottiche specifiche per le alte potenze in gioco quale elemento determinante per rendere il processo sempre più affidabile e costante. « Le potenze elevate di cui abbiamo parlato richiedono uno sforzo in più rispetto a quanto avviene nelle applicazioni laser tradizionali, in termini di qualità e pulizia delle superfici dei componenti ottici. La qualità dei materiali e dei rivestimenti è fondamentale per garantire un processo costante, evitando, ad esempio, il fenomeno dello shift termico della posizione focale. Ma la qualità dei materiali non basta, poiché è necessario anche garantire che durante la vita del prodotto non si verifichi un degrado della qualità dei componenti ottici che possano portare ad instabilità di processo o, peggio, a un rapido danneggiamento con conseguenti fermi macchina fastidiosi. Per questo motivo, IPG ha investito nello sviluppo e nella messa a punto di una testa di taglio per alte potenze, che si caratterizza per l’ utilizzo di materiali e processi di coating di primissima qualità e per la presenza di sensori in tutti gli stadi dell’ ottica che consentono di intercettare l’ insorgere di potenziali problemi. L’ investimento non si è limitato al solo sviluppo del prodotto testa di taglio, ma anche nel mettere a disposizioni dei clienti il supporto del nostro laboratorio applicazioni per la messa a punto dei parametri di taglio ed il successivo trasferimento tecnologico, con l’ obiettivo di agevolare l’ adozione di questa tecnologia da parte degli OEM, riducendo il time to market e limitando il rischio di investimento ».
REMUNERATIVITÀ DEL TAGLIO Parlando di remuneratività del taglio, Alessandro Cadenabbio ha fatto un confronto,“ in soldoni”, tra plasma e laser, ovviamente visto dal punto di vista Thermal Dynamics. « In soldoni? Il plasma vince su investimento iniziale e spessori medio-alti; il laser vince su precisione, velocità sui sottili e nei lavori ad alta precisione. Il ritorno dell’ investimento di un plasma è rapidissimo; il prezzo macchina è più accessibile rendendo la decisione di acquisto più immediata e la possibilità di customizzazione molto più semplice. Il plasma resta fortissimo nella carpenteria strutturale, movimento terra, navale, energie rinnovabili e centri servizi per spessori medio alti. Nel corso degli anni di utilizzo l’ impatto di costi di manutenzione è drasticamente basso. Il plasma oggi si gioca la sua partita su costo per metro tagliato, investimento iniziale più accessibile rispetto al laser, minore complessità impiantistica e di utilizzo, manutenzione più semplice e sulla possibilità di operare anche in condizioni operative meno“ ideali”. In un mercato che guarda sempre più al ritorno dell’ Investimento e alla flessibilità produttiva, il plasma ha ancora molto spazio. Il plasma di oggi non è più la tecnologia“ di compromesso”: è una tecnologia evoluta, ingegnerizzata, controllata digitalmente. molte le innovazioni introdotte, a iniziare dalle torce ad alta definizione con geometrie ottimizzate che oggi si prestano a essere accoppiate a sistemi di foratura meccanica / maschiatura, applicazioni robotiche, ai sistemi di controllo altezza torcia( THC) ad alta precisione uniti a database di taglio integrati con parametri certificati anche per taglio bevel, le tecnologie di stabilizzazione dell’ arco e i sistemi automatici di cambio gas. Queste innovazioni consentono: riduzione della conicità, minor zona termicamente alterata, maggiore durata dei consumabili, qualità ripetibile su produzioni seriali ».
LA REMUNERATIVITÀ DEL TAGLIO LASER Anche Gianluca Motter ha parlato della remuneratività del taglio, sottolineando come nel laser sia legata a un’ equazione inversa-
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