già successo per ossitaglio) una tecnologia soppianterà completamente l’ altra ».
AFFIDABILITÀ E COSTANZA: IL VALORE NASCOSTO Raccogliendo l’ assist di Medini, Alessandro Cadenabbio ha poi parlato dei vantaggi e degli aspetti di competitività su cui oggi la tecnologia plasma quali versatilità applicativa, affidabilità del processo e costanza dei risultati. « Il plasma è una delle tecnologie più equilibrate, più industriali e più concrete nel panorama del taglio termico » esordisce Cadenabbio nel suo secondo intervento. Non è la tecnologia più“ scenografica”, non è la più costosa, non è quella che fa parlare di sé per potenze sempre più estreme. È quella che, ogni giorno, garantisce produttività, robustezza e ritorno sull’ investimento. Il plasma è, ad oggi, il manifesto della realtà produttiva poiché, nel mondo reale delle carpenterie, delle strutture per l’ edilizia e dell’ impiantistica pesante, ciò che conta non è solo la precisione assoluta: contano la continuità di processo, la capacità di lavorare materiali diversi, la stabilità dei risultati su turni lunghi e condizioni non ideali. È qui che il plasma gioca la sua partita. A differenza del laser che dà il meglio di sé su lamiere sottili e produzioni ad altissima precisione, il plasma nasce e si afferma come tecnologia industriale pura, pensata per lavorare in ambienti gravosi, su grandi formati e su spessori medio-alti. Dove il laser può diventare sensibile alla riflettività o alla qualità superficiale, il plasma mantiene una stabilità operativa molto più ampia. Aggiungo che per i materiali non ferrosi la nostra tecnologia watermist permette il taglio utilizzando acqua del rubinetto al posto di gas secondario ottenendo un taglio pulito e weld-ready con ridottissimo costo e velocità importanti. In termini di spessori, la fascia 15- 60 mm rappresenta oggi la roccaforte applicativa; troppo spessa per essere economicamente ideale per un laser standard e troppo“ sottile” per giustificare un ossitaglio. È qui che il plasma domina per rapporto velocità, costo e qualità ». « Un altro punto cruciale è la robustezza del processo plasma » spiega Cadenabbio.
« I moderni sistemi ad alta definizione hanno trasformato il plasma convenzionale in plasma ad alta precisine. Oggi parliamo di controllo digitale dell’ arco, di maggiore verticalità del taglio, di regolazione dinamica dei parametri per sfondamenti rapidi( Quick-pierce) anche in spessori molto elevati, di gestione intelligente dei gas, di monitoraggio in tempo reale e di ottimizzazione durata consumabili. Il risultato? Tagli ripetibili, conicità ridotta, qualità bordo costante anche su lotti lunghi. In un’ ottica industriale, questa costanza ha un valore elevatissimo.
GLI ASPETTI DA ATTENZIONARE NEL TAGLIO LASER DEGLI ALTI SPESSORI A Stefano Cattaneo, parlando di affidabilità di processo, è stato chiesto quali sono, se ci sono, gli aspetti critici del processo di taglio laser degli elevati spessori e del taglio bevel, quale terreno di confronto tra laser e plasma. « Quando si parla di affidabilità bisogna chiarire bene di cosa stiamo parlando. Io separerei subito due aspetti l’ affidabilità del processo e l’ affidabilità della macchina. Dal punto di vista del processo, il laser è concettualmente molto“ pulito”: è luce focalizzata sul metallo. A differenza del plasma non c’ è una torcia che interagisce fisicamente con il pezzo e non ci sono fenomeni di usura comparabili. Questo significa che, a parità di parametri e con testa in condizioni corrette, il laser tende a garantire una qualità estremamente ripetibile: si parte con un certo livello di precisione e si finisce con lo stesso livello. Dove entra la complessità, ovviamente, è quando si sale di potenza e si va su spessori elevati, perché lì aumentano gli stress termici e aumentano anche le potenziali criticità. Il primo elemento critico è sicuramente la testa di taglio: ottiche, finestre di protezione, lenti e coating. Con potenze così elevate, anche un difetto minimo o una contaminazione possono generare conseguenze importanti. Però, qui, bisogna dire che negli ultimi anni c’ è stata un’ evoluzione impressionante della componentistica: materiali più robusti, coating più resistenti e sistemi di monitoraggio sempre più sofisticati. Oggi quindi, se la testa è correttamente dimensionata e se la manutenzione è fatta con procedure rigorose, la testa non è più“ l’ a- nello debole” come poteva essere anni fa. Il secondo tema è la macchina e la struttura: il laser, dopo aver attraversato la lamiera, continua la sua corsa e inevitabilmente impatta su parti sottostanti. Questo impone protezioni e soluzioni dedicate. I costruttori hanno sviluppato rivestimenti e materiali capaci di assorbire la radiazione senza subire danni immediati, ma è evidente che questi elementi devono essere considerati consumabili e gestiti come manutenzione programmata. Detto questo, non parlerei di un limite tecnologico, ma di un requisito industriale: con alte potenze serve una macchina progettata specificamente per quel tipo di lavoro. Sul tema bevel, sono completamente d’ accordo: parlare di taglio di alti spessori senza bevel oggi ha poco senso, perché in molte carpenterie il bevel è ciò che determina la vera efficienza produttiva complessiva. Il bevel è fondamentale per preparare il pezzo alla saldatura, eliminando o riducendo drasticamente lavorazioni successive come fresature o cianfrinature meccaniche, che sono lente e costose. Non sono uno specialista del bevel plasma, ma per quello che vedo sul campo il laser offre un vantaggio importante: la maggiore stabilità geometrica del processo, quindi precisione del profilo, ripetibilità e coerenza dell’ angolo. Il plasma può fare bevel, ma è più complesso garantire la stessa costanza nel tempo, soprattutto se cambiano condizioni operative o consumabili. Detto questo, è importante sottolineare che il bevel laser non è“ banale”: non basta inclinare la testa e tagliare. Servono cinematismi precisi, compensazioni, software evoluto e soprattutto know-how di processo. Quindi direi che il bevel è uno degli ambiti dove il laser può diventare molto competitivo rispetto al plasma, ma è anche un ambito che richiede competenze e tecnologia di alto livello ».
LE CRITICITÀ DEL PROCESSO LASER A quanto detto da Cattaneo, hanno fatto eco le parole di Gianluca Medini che, operando sia in ambito laser che plasma, ha offerto un’ analisi forse più“ neutrale” delle
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