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resta molto competitivo, dai 30 ai 60 il plasma è la scelta più efficiente, oltre i 60 mm, inizia il regno dell’ ossitaglio ». « Parlando di acciaio inox e alluminio, invece,-ha spiegato Cadenabbio- il plasma copre un range molto più vasto e riesce ad essere molto competitivo rispetto al laser, soprattutto rispetto ai costi di utilizzo. Per un generatore plasma, i 15- 20 mm sono“ pane quotidiano” perché la velocità resta elevata, il costo per metro è competitivo, la qualità è più che adeguata a carpenteria medio-pesante e la costanza del processo è superiore rispetto al laser su spessori importanti. Nel plasma,“ elevato spessore” inizia realisticamente oltre i 40- 50 mm. Di conseguenza, l’ ossitaglio resta lento ma imbattibile sugli altissimi spessori quali 100, 200 e 300 mm. In ragione di questi ragionamenti, il punto di vista di chi produce generatori plasma è chiaro: il plasma è la tecnologia di equilibrio, dove prestazioni e costi si incontrano. L’ ossitaglio resta insostituibile sugli altissimi spessori. Per questo, quando si parla di“ elevati spessori”, la domanda corretta non è“ quanti millimetri?”, ma: elevati rispetto a quale tecnologia, con quale potenza e per quale obiettivo produttivo?».
I FATTORI E GLI ASPETTI TECNOLOGICI Gianluca Motter ha contribuito al dibattito portando il punto di vista di produce sorgenti laser e che, quindi, sta determinando questo allargamento del range di spessori lavorabili con il laser. In particolare, ha parlato dei fattori e degli aspetti tecnologici che hanno di fatto innescato questo meccanismo. « I fattori principali sono sicuramente la disponibilità tecnologica di sorgenti di alta potenza, la contestuale discesa dei prezzi e lo sviluppo del taglio in gas mix » spiega Motter. « La loro combinazione ha reso sostenibile sia dal punto di vista tecnico che economico questa applicazione. La crescita della potenza laser è stata costante negli anni, ma ha subito delle accelerazioni come quella in atto, che ha visto le potenze passare da 20 a 60 kW in pochi mesi. Questo salto ha permesso di affiancare al tradizionale taglio in ossigeno il taglio in gas mix, che ha messo una marcia in più al processo laser, sia in termini di spessori, con un range tipico per gli acciai da costruzione di 10- 50 mm e spessori massimi oltre i 100 mm, sia in termini di velocità di taglio da due a tre volte superiori a quelle di un plasma. Ma l’ aspetto forse più interessante è la qualità di taglio ottenibile con questo processo, che consente, ad esempio, la saldabilità dei componenti senza rilavorazioni intermedie, la realizzazione di fori di piccolo diametro- tipicamente non realizzabili con tecnologia plasma- o l’ incremento della densità di nesting. Questi livelli di potenza consentono inoltre di aumentare gli spessori massimi per altri materiali, come l’ acciaio inossidabile, l’ alluminio o il rame ».
TRA CORSI E RICORSI, C’ È FUTURO PER IL PLASMA Molto interessante il punto di vista“ neutrale” di Gianluca Medini che, in qualità di sviluppatori di software CAD / CAM e hardware specifici per l’ automatizzazione, opera a 360 ° nel campo del taglio termico. « Come Eurosoft, anche se la provenienza dal settore plasma è innegabile, ci siamo sempre mantenuti equidistanti rispetto alle tecnologie del taglio termico. Se parliamo di alti spessori è innegabile che per materiali ferrosi la più datata tecnologia ossitaglio rappresenti ancora la tecnologia di riferimento. Ci piace pensare a questa tecnologia perché in tempi purtroppo lontani, abbiamo vissuto nel passaggio dall’ ossitaglio alla tecnologia plasma qualcosa di simile a quello che stiamo vivendo nel passaggio da plasma a laser. Anche allora, si pensava che l’ ossitaglio fosse una tecnologia destinata a scomparire; il plasma, che stava crescendo rapidamente in termini di qualità e di potenza, sembrava non lasciasse molte vie di uscita. Quello che invece è accaduto nella realtà, è ben diverso; l’ ossitaglio ha mantenuto inalterato il suo campo di applicazione e il plasma si è preso il resto delle applicazioni. Da un lato una tecnologia matura, decisamente economica capace di tagliare con pochi problemi lastre di ferro di spessori esagerati, dall’ altro una tecnologia più versatile, un po’ più costosa e anche un po’ più complessa ».
« Parlando di laser- ha spiegato Medini- riconosco che per molto tempo ho avuto la convinzione che le due tecnologie avrebbero convissuto. Era abbastanza evidente già dall’ avvento del“ fibra” che la maggior parte delle lavorazioni“ sottili” sarebbero state appannaggio della tecnologia laser, così come era evidente che nel corso del tempo gli spessori economicamente lavorabili con il laser fibra sarebbero cresciuti in modo significativo. Personalmente, però, non credevo che la discesa dei prezzi delle sorgenti fosse così repentina e mi immaginavo che il periodo di assestamento sarebbe stato certamente molto lungo. Adesso ci troviamo, invece, nella situazione che molte macchine con tecnologia laser cinese hanno dei costi di acquisto paragonabili ai macchinari plasma di prestazioni simili e moltissime aziende che operavano con tecnologia plasma si stanno sempre più rivolgendo al laser fibra. Ovviamente, questa impennata si è verificata negli ultimi anni e ancora la situazione non si è stabilizzata. In particolare, la maggior parte delle macchine laser fibra sono nuove e solo marginalmente si cominciano a osservare le prime problematiche dovute all’ invecchiamento( ad esempio calo di potenza delle sorgenti). Da un certo punto di vista, è come se il mercato fosse ancora nella fase di innamoramento e ancora non siano ancora perfettamente chiare le problematiche che occorre attendersi. Dal nostro punto di vista, possiamo dire che la maggior parte dei clienti che sta migrando dalla tecnologia plasma al laser, se da un lato è felice delle prestazioni e della qualità di taglio, dall’ altro si rende conto che la tecnologia è più complessa, più dipendente dalla parametrizzazione dei materiali, meno stabile( non stiamo qui a sottilizzare se la minor stabilità dipenda dai componenti utilizzati o sia una caratteristica intrinseca della tecnologia). Probabilmente la tecnologia laser è destinata a migliorare ancora ma è anche possibile che, a un certo momento( come normalmente succede), si arrivi ad un punto di equilibrio e si vada verso una sostanziale stabilità del mercato plasma e laser. Non siamo ancora arrivati a questo equilibrio ma personalmente non credo che( come
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