TecnoLamiera Apr/Mag 26 | Page 79

Al Digital Talk hanno partecipato Gianluca Medini, amministratore e Direttore Tecnico di Eurosoft, Gianluca Motter, Senior Sales- Key Account Manager IPG Photonics Italy, Alessandro Cadenabbio, Area Sales Manager di Thermal Dynamics e Stefano Cattaneo, consulente esperto di tecnologia laser, all’ epoca non ancora Sales Manager di Optoprim Italia ed è proprio da lui che siamo partiti dando un quadro realistico di quello che sta accadendo sul mercato, e delle dinamiche in atto partendo da una considerazione generale: « oggi il taglio degli elevati spessori è diventato uno dei principali terreni di confronto tra costruttori e tra tecnologie, perché è proprio lì che si giocano produttività, qualità e differenziazione. Laser, plasma e ossitaglio sono tre soluzioni che convivono, ma oggi la dinamica di mercato è chiaramente in evoluzione. Se guardiamo al mondo laser, va detto che ormai- a oltre vent’ anni dalla prima installazione di sorgenti sopra 1 kW- la tecnologia fibra è diventata, di fatto, la soluzione dominante e, direi, l’ unica realmente competitiva per il taglio dei metalli. Questo perché ha caratteristiche intrinseche molto forti: affidabilità, compattezza, semplicità di integrazione e scalabilità, sia verso l’ alto in potenza, sia verso il basso in termini di costo. ricordo molto bene un episodio che rende bene l’ idea di quanto questa evoluzione sia stata“ incredibile”: uno dei primi interlocutori davvero convinti del futuro della fibra non era un utilizzatore finale, ma un costruttore storico di macchine da taglio plasma. In quelle prime discussioni- e anche nelle successive negli anni- il tema era sempre lo stesso: sugli alti spessori, il plasma era più veloce e più competitivo del laser. E per anni … aveva ragione. Oggi però lo scenario è cambiato( e anche questo costruttore di macchine plasma ha iniziato a proporre macchine laser). La fibra si è evoluta enormemente, soprattutto grazie a tre fattori: incremento delle potenze disponibili, oggi tranquillamente nell’ ordine dei 20- 30 kW e oltre; riduzione dei costi, che ha reso queste macchine accessibili a un mercato sempre più ampio; evoluzione delle teste di taglio e delle ottiche, con materiali e coating molto

Il taglio termico degli elevati spessori è uno dei temi che tiene banco sul mercato e su cui molti costruttori si stanno misurando e confrontando. Tipicamente ad appannaggio di tecnologie quali plasma da alta definizione o ossitaglio, le elevate potenze laser oggi disponibili stanno di fatto modificando questo scenario di mercato a seconda degli ambiti applicativi. Ne abbiamo parlato insieme ad alcuni esperti nel corso del primo di una lunga serie di D-TALK organizzati dalla nostra rivista al Kilometro Rosso.
più resistenti, indispensabili per lavorare in modo affidabile con queste potenze ».
ALTA POTENZA TAGLIO IN GAS MIX Ma la vera rivoluzione, secondo Cattaneo, non è solo la potenza, bensì l’ evoluzione del processo. « Per anni, il taglio laser,- sostiene Cattaneo- era sostanzialmente un mondo“ a due gas”: azoto o ossigeno. In alcuni casi, si provava anche l’ aria compressa, più che altro per ridurre i costi operativi. Oggi, invece, sta prendendo sempre più piede il taglio in gas mix, tipicamente una miscela di azoto e ossigeno con percentuali vicine al 95 / 5. Ed è proprio la combinazione tra alte potenze e gas mix che sta aprendo al laser un territorio, fino a poco tempo fa, quasi esclusivamente del plasma: spessori da 40- 50 mm con velocità molto elevate e soprattutto con qualità tipicamente“ laser”. Per dare un’ idea concreta dell’ impatto, cito un caso reale: un cliente con impianto di grandi dimensioni e laser da 20 kW stava tagliando una lamiera da 20 mm in ossigeno e l’ intero nesting avrebbe richiesto circa 27 ore. Lo stesso lavoro, con 30 kW e gas mix, sarebbe stato completato in circa 7 ore. Parliamo quindi di un salto enorme in termini di produttività. Per quanto riguarda l’ ossitaglio, invece, direi che oggi rimane ancora una tecnologia con una collocazione chiara e molto solida: per spessori estremamente elevati e per certi contesti applicativi, il laser non è ancora competitivo né per costi, né per capacità di taglio. Quindi non parlerei di sostituzione imminente: è un ambito che rimane per ora“ difeso”. In sintesi, la dinamica che vedo è questa: il laser sta erodendo sempre più terreno al plasma sugli alti spessori, non perché il plasma stia peggiorando, ma perché il laser
- con l’ alta potenza e il gas mix- sta diventando una soluzione concreta anche dove, fino a ieri, non lo era ».
IL PLASMA È LA TECNOLOGIA DI EQUILIBRIO Arringa“ difensiva” subito affidata ad Alessandro Cadenabbio che ha dato il punto di vista di chi ha nel proprio DNA lo sviluppo della tecnologia plasma, ci ha aiutati a comprendere i confini applicativi di una tecnologia piuttosto che l’ altra. « Quando si parla di“ elevati spessori” nel taglio termico, non esiste un valore assoluto: è sempre un concetto relativo alla tecnologia utilizzata e alla potenza disponibile. Dal nostro punto di vista il termine cambia significato se lo guardiamo da una prospettiva del plasma o dell’ ossitaglio. Il laser è precisione e velocità ma su spessori che noi definiamo medio bassi; con una potenza tipica da 6kW, per spessori importanti per il laser, la velocità cala drasticamente, la qualità del bordo ldi taglio può peggiorare, i costi energetici e gas aumentano e la stabilità di processo diventa più critica. Quindi, ciò che per il plasma è“ routine”, per un laser da 6- 12 kW può già rappresentare il limite applicativo economicamente sostenibile. Con potenze superiori il limite si sposta più in alto, ma a quel punto il confronto si gioca anche sul costo macchina e sull’ investimento iniziale. Il plasma ad alta precisione, invece, copre in modo molto efficace la fascia tra laser e ossitaglio. Indicativamente, detto che il plasma è molto flessibile e può tagliare da 1 a 80 mm, se si parla di ferro, fino a 15 mm il laser è generalmente veloce e preciso, dai 15 ai 30 mm è la zona di maggior sovrapposizione laser / plasma dove il plasma, comunque,
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