mente proporzionale, più cresce la potenza della sorgente impiegata e più diminuiscono i costi. « Una maggiore potenza laser comporta un investimento più elevato, ma consente di aumentare notevolmente le velocità di taglio e di ridurre i costi variabili( in primis il costo del gas di taglio) e i costi di rilavorazione. Il vantaggio inizia a manifestarsi a partire dai 20 kW per gli spessori 10- 20 mm, ma è dai 30 kW che il vantaggio diventa interessante sull’ intero range di spessori 10- 50 mm citati in precedenza e viene massimizzato quando la potenza sale a 60 kW ed il fattore di utilizzo della macchina si avvicina al 100 %. In altre parole, il laser è remunerativo quando il fattore di utilizzo delle macchine è elevato( lavoro su più turni), i componenti devono essere successivamente saldati o rilavorati, è necessario eseguire dei fori di piccole dimensioni e lo spazio è una risorsa limitata. Una macchina laser può indicativamente garantire la produttività di due macchine plasma, ma per avere un ritorno dell’ investimento adeguato il fattore di utilizzo della macchina deve essere elevato ».
IL LASER SCELTA STRATEGICA PER PRODUTTIVITÀ, QUALITÀ E COSTI Stefano Cattaneo, parlando di remuneratività del taglio, ha sottolineato come « si può parlare di prestazioni quanto si vuole, ma poi è il mercato che decide quale tecnologia vince, in base a quanto è disposto a pagare. Partirei escludendo l’ ossitaglio, nel senso che oggi ha una collocazione molto chiara: rimane imbattibile su certi spessori e su certe applicazioni, soprattutto quando la priorità è la capacità di taglio più che la velocità o la qualità superficiale. Non vedo nel breve periodo un laser che possa sostituire l’ ossitaglio su quel terreno in modo sistematico ». « Il confronto vero oggi è laser vs plasma- afferma Cattaneo. Il plasma resta competitivo in molte condizioni, soprattutto quando l’ investimento iniziale deve essere contenuto, o se confrontiamo il plasma con sorgenti laser di bassa-media potenza, fino a 15 kW per esempio; in questo caso il taglio di elevati spessori è sempre fatto in ossigeno, e qui, onestamente, i vantaggi del laser non sono così importanti. È quando si sale in potenza che il discorso cambia completamente, allora il costo di taglio“ al metro” scende in maniera importante. Soprattutto quando si taglia con alta potenza in gas mix, come dicevo, il laser diventa estremamente interessante: perché, oltre a garantire velocità di taglio impossibili per il plasma( fino a 2 m / min su spessori di 40- 50 mm) può ridurre drasticamente lavorazioni successive, come molature, rifiniture, preparazioni alla saldatura o riprese dimensionali. Tutte attività che nel plasma spesso sono inevitabili, mentre nel laser possono essere ridotte o in certi casi eliminate. Quindi la domanda da farsi non è“ quanto costa tagliare”, ma: quanto costa ottenere un componente pronto per la fase successiva del processo produttivo. Ovviamente resta un fatto oggettivo: l’ investimento iniziale in laser è più alto rispetto al plasma. Questo è un elemento che frena ancora molte aziende, soprattutto quelle che ragionano sul breve periodo. La domanda diventa quindi: i benefici del laser- in produttività, qualità e riduzione delle lavorazioni a valle- sono sufficienti a ripagare quel delta di investimento lungo la vita utile dell’ impianto? La mia opinione è che sì, lo sono. Io vedo una sostituzione progressiva del plasma con il laser, non rapidissima ma costante. E penso che il processo avverrà soprattutto a cominciare dalle grandi carpenterie che oggi hanno più impianti plasma installati. Lo scenario tipico sarà questo: alla prima sostituzione o nuovo investimento, una delle macchine plasma verrà rimpiazzata da un laser ad alta potenza. Da quel momento, il laser inizierà gradualmente a prendersi una parte crescente del lavoro, perché può offrire: migliore qualità, maggiore produttività su certe gamme di spessore, meno lavorazioni successive. E a quel punto succede una cosa importante: anche il cliente finale inizia ad abituarsi a uno standard diverso e chiede quella qualità, quei tempi e quei costi come nuovo riferimento. Questo spinge anche altri operatori del mercato ad adeguarsi, altrimenti rischiano di non poter più competere. Inoltre, un aspetto spesso sottovalutato è che una macchina laser di alta potenza può arrivare a sostituire il lavoro di più macchine plasma, con impatti enormi su layout, organizzazione e produttività. E c’ è anche un tema di ambiente di lavoro: rumorosità, fumi, pulizia dell’ area produttiva. Quindi, se devo essere davvero superpartes, direi così: il plasma resta una tecnologia solida e ancora molto competitiva in molte applicazioni, ma il laser sta diventando sempre più spesso la scelta strategica per chi vuole produttività, qualità e riduzione dei costi complessivi di produzione ».
UN PROCESSO NON COSÌ SCONTATO In conclusione, è stato toccato da Gianluca Medini un tema comune a prescindere dalla tecnologia di taglio utilizzata, ovvero la mancanza di manodopera specializzata. Vi è quindi un aspetto legato alla facilità di gestione e programmazione delle macchine. « Se guardiamo ai nuovi impianti gli scenari attuali sono certamente impietosi; la ragione risiede anche nella presenza di un parco usato plasma che toglie molto mercato al nuovo( intendo mercato plasma). Questo sicuramente porta ad una sovrastima della penetrazione del laser rispetto al plasma( il mercato dell’ usato fa fatica a emergere nelle statistiche). Resta inoltre il fatto che la sostituzione in atto dei sistemi plasma con i sistemi laser è ancora un fatto recente e il parco installato di plasma ed ossitaglio è enorme. La quota di prodotti realizzati con tecnologia plasma è certamente importante e la sua sostituzione con la tecnologia laser ancora non scontata. Riguardo alla manodopera non c’ è’ dubbio che chi opera su macchinari laser debba necessariamente essere più formata e competente di quella che opera su plasma. Prova ne è i disastri che succedono, soprattutto nelle fasi iniziali, nel momento di passaggio da tecnologia plasma a laser. Se si guarda alle vendite di macchinari nuovi certamente il rischio di una sovrastima del fenomeno laser è notevole. Quello che da un’ analisi di questo tipo sfugge è la quantità di impianti plasma che non vengono sostituiti ma che vengono invece ammodernati per rispondere a problematiche di naturale invecchiamento e / o miglioramenti di prestazioni ». www. techmec. it
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