Introduzione
Credo che sia giunto il momento di riaprire un rapporto più onesto con la realtà del proprio tango e provare a comprenderne il vero linguaggio, una nuova partecipazione nel comunicare con i nostri corpi al momento d’ abbracciarsi.
Uomini! E’ ora di mettere sotto critica il proprio tango nel modo in cui si sviluppa con la persona che si abbraccia. L’ atteggiamento assoluto che è lei che non riesce a seguirci è una idea maschilista del concetto del tango che va rifondata. E’ necessario ristabilire un rapporto con la problematica uomo-donna-tango restituendo una verità persa che è quella di riconoscere con chi stiamo ballando.
Se mi trovo con una ballerina che sa fare quattro passi in pista, io ballerino dovrei riconoscere con chi sto ballando e provare a fare un bel tango con quattro passi. Quando si sta in pista, nella milonga, si sta per ballare con le risorse che abbiamo: è fondamentale superare l’ imbarazzo che forse non si è molto chiari nella guida quando lei non fa quello che vogliamo. Si, è vero che non è semplice: lui avrà il compito di guidare, controllare lo spazio, camminare controllando la distanza con gli altri in pista, provare a portare lei senza entrare in tensione né esagerare con la forza che mette nelle braccia, ricordare la figura e non solo, deve ricordare com’ era la guida affinché lei lo faccia senza difficoltà, stare attento pure al suo equilibrio, a non usare lei come fosse un bastone, si! Sono tanti compiti da realizzare ma è possibile imparare con una pratica cosciente ed umile.
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