SudOnLine 22 marzo 2020 | Page 3

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L'emergenza in Italia

Il contagio nel calcio

Dybala, Paolo Maldini e suo figlio sono positivi

Paulo Dybala e la fidanzata Oriana sono risultati positivi al coronavirus. Lo stesso giocatore argentino della Juventus ne ha dato notizia con un tweet e una foto della coppia. "Ciao a tutti, abbiamo appena ricevuto l'esito del test e sia io che Oriana siamo risultati positivi al Covid 19- scrive Dybala -. Per fortuna, sia io che lei stiamo bene e siamo in perfetto stato. Grazie dei messaggi di affetto". Lo stesso club ha comunicato sul proprio sito la positività di Dybala: "Il calciatore Paulo Dybala è stato sottoposto ad esami medici che hanno rivelato la sua positività al Coronavirus-COVID-19. Il calciatore, da mercoledì 11 marzo, è in isolamento volontario domiciliare, continuerà a essere monitorato e a seguire lo stesso regime. Sta bene ed è asintomatico". La Joya è il terzo giocatore della Juventus colpito dal coronavirus dopo Rugani e Matuidi.

Primi due casi di coronavirus al Milan: si tratta di Paolo Maldini e del figlio Daniel. Lo annuncia in una nota la società rossonera, spiegando che l'ex capitano e oggi direttore dell'area tecnica, "venuto a conoscenza di aver avuto un contatto con una persona positiva e avendo in corso sintomi da virosi, è stato sottoposto ieri a tampone che è risultato positivo al coronavirus. Allo stesso modo il figlio Daniel, attaccante della Primavera rossonera aggregato alla prima squadra. Paolo e Daniel sono in buone condizioni e, dopo aver già trascorso oltre due settimane nella propria abitazione senza contatti esterni, come previsto dai protocolli medico-sanitari prolungheranno la quarantena per i tempi necessari alla completa guarigione clinica".

Paolo Maldini aveva accusato una leggera febbre – nulla di assimilabile al coronavirus – e per questo non era in tribuna a Milan-Genoa di domenica 8 marzo, come il direttore sportivo Frederic Massara (che ha subito superato il malessere), né era stato a Milanello il giorno prima. I sintomi non sono mai stati allarmanti: al massimo un po’ di tosse. Il tampone è stato eseguito quando Maldini ha saputo di essere stato a contatto con una persona positiva.

Conte, drammatico appello: città blindate

Nuova stretta. Chiuse anche le fabbriche

Parla al termine di una giornata drammatica, Giuseppe Conte. Dopo nuovi dati negativi sui contagi e sui decessi. E dopo un pressing arrivato da Regioni, sindacati e dall'opposizione per una ulteriore stretta del governo. Lo fa, in diretta Facebook, per annunciare nuove misure contro il coronavirus che dureranno fino al 3 aprile. "Questa è la sfida più difficile dal dopoguerra", premette. E poi annuncia: "Chiuderemo tutte le attività produttive non cruciali. Ma resteranno aperti supermercati, alimentari, farmacie e parafarmacie. E i servizi essenziali saranno garantiti".

Insomma, una nuova stretta decisa dopo una lunga giornata di incontri con le parti sociali con l'obiettivo di mettere a punto la lista dettagliata delle attività commerciali e produttive da chiudere. Un passaggio fondamentale, fa capire il premier, per evitare conseguenze ancora più gravi. La conta delle vittime è impressionante e nei prossimi giorni potrebbe esserci il tanto famigerato picco dei contagi. Sotto pressione soprattutto la Lombardia, Il Veneto e l'Emilia Romagna, che fanno registrare il maggior numero di decessi.

Nel suo discorso in diretta facebook il Presidente del Consiglio ha anche invitato gli italiani a non prendere d'assalto i supermercati. Resteranno aperti, così come tutti gli altri negozi che vendono generi alimentari. "Non c'è bisogno di fare code, lo Stato c'è e garantirà tutti i servizi essenziali", spiega Conte. Oltre, naturalmente, a un sostegno per chi è costretto a rimanere a casa senza lavoro.

Qualche ora prima del discorso di Conte, i governatori della Lombardia e del Piemonte avevano firmato ordinanze per una stretta. Nel caso della Lombardia chiusi uffici pubblici, studi professionali, cantieri, attività all'aperto. Il presidente del Piemonte, Cirio, ha detto: "Chiudiamo tutto quello che è possibile chiudere con i poteri delle regioni".