trova in una posizione unica, singolarissima, non più sulla terrazza naturale del
Sacro Monte, in quell’ideale giardino, o bosco sacro, ma in una zona totalmente
decentrata, ormai sul precipizio, a malapena aggrappata alla rupe, in un provvidenziale, minuscolo terrazzino naturale, prima dello strapiombo, quindi nascosta, appartata, non in un punto felice, appariscente, invitante, di facile accesso,
in piena visibilità. Tutt’altro.
Secondo motivo: l’umiltà e le dimensioni ridottissime della costruzione, certo la più piccola dell’attuale Sacro Monte. Abituati ad ammirare ed a restare
impressionati da cappelle grandiose, monumentali, dalle solenni ed imponenti architetture, quest’edificio di pochi metri quadrati, sembra non appartenere
allo stesso clima, allo stesso ambiente, alla stessa odierna atmosfera della Nuova
Gerusalemme.
Terzo fattore: l’accesso molto difficile, angusto, da sempre in ripida discesa,
costituito in passato da un’umile, stretta stradicciola a gradoni, che poteva dare
l’impressione di deviare dal circuito, di allontanarsi dal percorso ufficiale, verso
qualcosa di estraneo, di ignoto.
Infatti la stradetta non raggiungeva neppure frontalmente la cappella (così
come avviene anche a Gerusalemme nella chiesa dell’Assunzione), ma di fianco,
senza dunque che il visitatore la potesse subito scorgere, come ben si vede nelle
planimetrie ottocentesche del Monte, da quella del Marchini (1816) a quelle
successive del Cusa (1857) e dell’Arienta (1866).
Quarto motivo: la perdita ben presto del rapporto con l’ambiente di Gerusalemme,cioè con i due luoghi sacri alla sepoltura ed all’Assunzione della Vergine:
la chiesa dell’Assunzione col Sepolcro della Madonna nella valle del Cedron, o
di Giosafat, corrispondente appunto al nostro sacello, e la chiesa posta accanto
al Cenacolo sul Monte Sion, detta della Dormizione della Madonna, corrispondente in origine sul Sacro Monte alla Chiesa Vecchia, ove ora sorge la Casa del
Pellegrino. Certo questa duplicità poteva generare non poca confusione in chi,
ossia nella quasi totalità, non conosceva i Luoghi Santi. Ed è solo cento anni
esatti or sono che il Galloni tornò a rendersi conto della situazione,ossia della
rispondenza di questo mistero di Varallo con Gerusalemme.
Quinto motivo: la costruzione all’inizio del seicento della grande loggia di
collegamento tra il Palazzo di Pilato e la Salita al Calvario, al fondo della Piazza
Maggiore, che venne a costituire un vero, netto diaframma tra la zona del Santo
Sepolcro e del Noli me tangere dalla Valle di Giosafat con le Tombe di Gioacchino ed Anna ed il Sepolcro della Madonna, riducendo la larghezza della Valle
di Giosafat col grande arcone, sottostante al loggiato, che oggi collega la Piazza
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