Storia del Sacro Monte di Varallo | Page 712

tutto del Quattrocento e Cinquecento, perché demandati all’ ornamentazione parietale ad affresco particolarmente per le facciate.
Le misure del sacello, di non più di una decina di metri quadrati di superficie, che vennero accuratamente rilevate cent’ anni or sono dal Galloni e ricontrollate attorno al 1980 da Alberto Bossi, caro amico, appassionato studioso del Sacro Monte, ormai scomparso sono di m. 3,45x2,83, appena lievemente variate rispetto a quelle del sepolcro gerosolimitano, perfettamente quadrato, di m. 3,35 di lato.
Invece l’ altezza delle due costruzioni risulta identica, di m. 2,77, misurata sull’ angolo nord-est nel sacello varallese. Anche le due piccole aperture corrispondono: una nella parte destra della parete frontale, l’ altra sul lato rivolto verso la Valle del Mastallone.
All’ interno la struttura è simile a quella del Santo Sepolcro, ed ovviamente al Sepolcro della Madonna di Gerusalemme, essendo caratterizzata dall’ ingombrante presenza del tumulo, o letto funebre, che occupa circa la metà dello spazio; qui a Varallo semplicissimo, mentre a Gerusalemme presenta sulla fronte dei motivi ornamentali circolari, sormontati da una sequenza di archetti pensili ricorrenti, d’ altronde in perfetta sintonia con la maggior parte dei“ misteri” della Nuova Gerusalemme del periodo iniziale( nel Quattrocento inizio Cinquecento), anch’ essi per lo più di dimensioni assai modeste. Non si verificava quindi cinque secoli or sono il contrasto così evidente, quasi sconcertante, che si prova ai giorni nostri.
Siamo di fronte ad un manufatto edilizio unicum, sicuramente davanti alla più antica replica del Sepolcro della Madonna realizzato in occidente, se ne esistono delle altre, mentre del Sepolcro di Cristo, come è ben noto, già nell’ alto medioevo vennero erette numerose riproduzioni, delle repliche più o meno fedeli, più o meno rigorose.
La copertura è a volta a botte, come nel Santo Sepolcro varallese, mentre nell’ originale gerosolimitano è a vela. Si tratta di differenze assai modeste, non sostanziali. Sono particolari che oggi interessano gli studiosi, gli appassionati, gli“ archeologi” del Sacro Monte. Ma lo schema, la struttura complessiva ripete quella di Terra Santa dandocene una replica assai fedele, una riproduzione chiara, esauriente, da conservare nella memoria per i tanti pellegrini che mai avrebbero potuto recarsi in Palestina, e che anche se vi si fossero recati, mai avrebbero pensato di verificare minutamente ogni misura, ogni particolare.
A questo riguardo è di singolare interesse la scrittura sovrastante l’ apertura della parete sud all’ estrema destra, incorniciata da un cartiglio mistilineo, che
712 Sepolcro della Madonna