non potendosi aprire un ingresso centrale, si mantiene l’originaria porta di accesso dall’anticamera del Santo Sepolcro, come avveniva prima per entrare nel
“Luoco per orar”, già esistente nel 1514, scendendo ora alcuni scalini. Il nuovo
oratorio, che sostituisce appunto il troppo angusto “Luoco per orar” con la sua
superficie sei volte maggiore, viene dotato dell’altare, eretto con non comune
singolarità, nella seconda campata del lato sinistro, esattamente dietro al loculo
della cella funeraria del Santo Sepolcro, separata solo da un cristallo, realizzando
così un collegamento diretto, una soluzione molto funzionale per i devoti che
vogliono sostare a lungo in preghiera e meditare, o assistere alla S. Messa presso
il Sepolcro osservando nello stesso tempo a breve distanza il Cristo deposto nella retrostante cella funeraria, che per il diverso livello dei due ambienti, risulta
così in posizione più elevata rispetto all’altare, di cui viene a costituire l’ancora.
La copertura della campata sovrastante l’altare e il suo piccolo presbiterio si
differenziano dalle altre cinque per emergere con maggior prestigio, sviluppandosi in una cupoletta ribassata, o catino cupoliforme, come avviene in numerosi
presbiteri di chiese ed oratori valsesiani dell’epoca. Nella ristrutturazione di tutto l’insieme, con le inevitabili modifiche del piano sovrastante, anche in attesa
di erigervi la mai realizzata cappella della Resurrezione, viene necessariamente
rifatto il tetto, sostituendo quello caratteristico a quattro spioventi del piccolo
edificio originario con un’unica falda che dal loggiato retrostante scende verso
la Piazza Maggiore verso est, a cui si accompagna un’altra falda sul porticato,
come ben si può constatare osservando la raffigurazione panoramica della piazza stessa, incisa da Gerolamo Cattaneo nel 1777.
Si erige intanto al di là della parete di fondo dell’oratorio, verso occidente,
una luminosa sacrestia, collegata con l’oratorio da un porticina mimetizzata per
non alterare la simmetria dei suoi due lati brevi.
Contemporaneamente verso la piazza si prolunga il portico ad archi ribassati
e colonnine binate, posate su di un muretto di base, come nel tratto eretto a
partire dalla cappella di Gesù deposto nella Sindone, per creare un’armonica
unità e continuità architettonica. Questo intervento, come si ricorderà, viene
attuato nel 1703, come dice la Guida del 1704, ad opera della Fabbriceria del
Sacro Monte con l’elemosina dei benefattori. Ma lo spazio a disposizione risulta
appena sufficiente. L’angolo del nuovo portico viene a trovarsi quasi a contatto con l’antica cappella del Noli me tangere, che sembra provocare danni alle
fondamenta durante le piogge. Di conseguenza, con questa scusa, già il 25 agosto 1705 viene autorizzato l’abbattimento “della vicina Apparizione di Cristo
alla Maddalena, ritenuta pregiudizievole ai fondamenti dell’oratorio (o nuovo
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Cappella - 43