Vari altri sono i motivi che sembrano metterlo in dubbio:
1°) l’angustia del vano, quasi uno spazio sacrificato, di fortuna , un espediente, una soluzione di ripiego, ricavato a fatica tra la scalea di diciotto scalini che
sale al Golgota verso oriente e la cappella absidata del Gesù deposto nella sindone ad occidente;
2°) il problema della parete destra diagonale (perché non perpendicolare al
lato di facciata? Volutamente o per ripiego?). Il motivo è l’esser stata accostata
tangente alla parete sinistra dell’abside dell’altra cappella ( in tal caso preesistente), o è stata una soluzione voluta per convogliare il
cammino, per sottolineare la direzione del gruppo statuario della Spogliazione delle vesti verso il Calvario? Ma in ambedue i casi ovviamente attorno al
1505 e non nel 1493;
3°) Bisogna poi considerare che il gruppo ligneo della Pietra dell’unzione non
avrebbe potuto trovare spazio sufficiente in un vano così sacrificato e sbilenco,
per cui verrebbe da escludere che originariamente fosse stato li situato, a meno
che la parete sghemba sia stata eretta attorno al 1505 in sostituzione di una precedente, posta più ad ovest e perpendicolare a quella di facciata, per permettere la costruzione dell’attuale cappella di Gesù deposto nel lenzuolo con la sua
struttura absidale, come riteneva un tempo. In tal caso troverebbe giustificazione la volta che oggi appare tagliata dalla parete diagonale.
Ma quale ragione vi poteva essere per sfondare con l’abside la parete originaria, essendoci spazio anteriormente, verso ovest per sviluppare l’aula di Gesù
avvolto nella sindone, nella zona ove venne eretto il piccolo portico di collegamento col Santo Sepolcro?
Bastava erigere la cappella neppure un metro più avanti in quella direzione. Si
tratta, come si vede, di varie supposizioni,che possono però portare verso direzioni nuove, ad ipotesi di soluzioni finora impensate e forse anche sorprendenti
per la situazione della “cappella esistente subtus crucem” all’origine del Sacro
Monte.
Passiamo ora a considerare la seconda cappella: quella di Gesù deposto nella
sindone (N.41).
Esistono anche qui dei pro e dei contro sull’anteriorità di questa struttura
muraria rispetto a quella dell’attuale Pietà. Innanzitutto l’espressione usata dal
notaio nell’atto del 14 aprile 1493 “cappella existente subtus crucem” in forma
così generica, lascia adito a varie interpretazioni.
Essa rivela, sia che fosse l’attuale Pietà, sia che fosse quella di Gesù avvolto
nella sindone), o che la cappella era ancora vuota, priva della scena figurata che
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