storia e guida della “Nuova Gerusalemme” varallese. Ma mentre per il mistero
precedente di Pilato che si lava le mani passeranno circa sette od otto anni tra la
realizzazione delle strutture murarie e la modellazione delle statue, dato il ritmo
incalzante di lavoro a cui il maestro era sottoposto, per portare a compimento
tanti incarichi non solo in ambito scultoreo, ma anche architettonico, per la
Sentenza invece l’esecuzione della parte statuaria dovette avvenire quasi subito.
Infatti l’ordine di successione cronologica delle imprese scultoree del decennio
1608-1618, che mi è stato possibile ricostruire con quasi assoluta certezza, è il
seguente: 1608 circa Coronazione di spine: 1608-10 Ecce Homo, con quaranta
statue; 1610-12 Condanna, con ventisette statue; 1612-15 circa Flagellazione
ed i gruppi scultorei di Novara per monsignor Bascapè; 1614-16 Prima presentazione di Gesù a Pilato, con diciannove statue; 1616 circa Cattura. con cinque
statue del d’Enrico: 1617-18, Pilato si lava le mani. Sono tutte opere contenute
nel complesso architettonico del Palazzo di Pilato, salvo i gruppi statuari per
Novara, completati poi a distanza di anni dalla Seconda presentazione a Pilato e
dalla Salita al Pretorio.
Già il Galloni aveva affermato che le statue della Condanna furono plasmate
subito dopo quelle dell’Ecce Homo, databili, come si è appena visto, tra il 1608
ed il 10. Infatti da un atto del 1° dicembre 1610 le statue dell’Ecce Homo risultano “collocatas ed collocandas” nella loro cappella. Ne consegue che per quelle
della Condanna si doveva essere dato inizio da poco, mentre si collocavano quelle dell’altro mistero, o si sarebbe iniziato a modellarle subito dopo, cioè verso la
fine del 1610, per protrarne l’esecuzione lungo tutto il 1611 ed in parte del 12.
Non regge quindi la datazione di qualche anno anteriore, e cioè del 1607-09,
riportata dal Manni, perché non ancora terminata, o almeno non ancora agibile
l’aula a cui erano destinate. Né tanto meno è sostenibile l’altra datazione degli
anni 1614-17 riferita dalla Perrone, perché in tal caso le statue avrebbero dovuto essere modellate mentre il Morazzone stava già affrescando con molto ritardo
la cappella ed in un momento in cui il d’Enrico era invece impegnato per finire
altri misteri: Flagellazione. Prima presentazione a Pilato e Cattura.
È molto difficile ( per non dire quasi impossibile al giorno d’oggi) poter capire i criteri seguiti per la scelta, ossia la precedenza da dare alla realizzazione
dell’uno piuttosto che dell’altro mistero. Appare ovvio che doveva trattarsi solo
di una ragione pratica, non essendo seguita, come invece sembrerebbe logico, la
successione dei singoli episodi secondo la loro sequenza narrativa.
È probabile che la scelta dovesse dipendere, almeno in parte, da quelle che
potevano essere le disponibilità di offerte, elargite dai pellegrini e dai benefattori
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