per qualche mistero particolare. Solo in pochi casi le cappelle vengono popolate
di statue appena pronto il contenitore architettonico, e sono precisamente la
Coronazione di spine attorno al 1608 e l’Ecce Homo (1608-10), e quindi appunto la Condanna. Quale la ragione di dare la precedenza alla Condanna piuttosto
che a Pilato si lava le mani, costruite contemporaneamente?
La ragione in questo e in altri casi analoghi doveva essere costituita dalla ricerca del pittore più adatto e più prestigioso, fuori dall’ambito del Sacro Monte
e dalla stipulazione del contratto con lui. Per la scultura non esisteva alcun problema trovandosi sul luogo e valentissimo, sempre attivo alle dipendenze dei
fabbriceri il maestro, anche se talvolta eseguiva qualche statua o qualche gruppo
da inviare altrove, come quelli per Novara, ma voluti dal vescovo stesso, o altri,
come ricorderà la liquidazione fatta al maestro il 12 maggio 1640.
Per il pittore bisognava al contrario impegnarsi in anticipo per trovarlo di alto
livello e disponibile. Era poi saggio accorgimento dettato dall’esperienza, che ci
fosse intesa preventiva tra i due autori: scultore pittore, per la regia complessiva
del mistero e vicinanza, anzi, possibilmente stretta continuità cronologica d’esecuzione per un più pieno ed unitario risultato d’insieme, per la più stretta ed
efficace rispondenza e fusione tra parte plastica e parte dipinta. Bisognava quindi che si trovasse il pittore valente e possibilmente già esperto riguardo all’impresa del Sacro Monte di Varallo. perché ci si potesse intendere tra i due artisti
ed anche con i fabbriceri, per quanto possibile prima che lo scultore desse inizio
alla sua parte. Ora il pittore di chiara fama, richiesto da varie parti per prestigiosi
incarichi e molto esperto delle cose del Sacro Monte c’era. Era il Morazzone,
che aveva già affrescato la vasta cappella della Salita al Calvario (1607-8) e stava
dipingendo l’altra non meno grandiosa ed impegnativa dell’Ecce Homo, e per
quanto non fosse molto sollecito nel rispettare le clausole dei contratti, non bisognava lasciarselo sfuggire, e quindi si stipulerà con lui l’atto di allogazione per
gli affreschi della Condanna già il 10 novembre 1610, quando il d’Enrico forse
dava appena inizio alla modellazione delle statue. Ma perché proprio la Condanna e non Pilato si lava le mani, la cui aula era pure ormai disponibile?
Forse la scelta tra le due fu dovuta alla rivalutazione di questo mistero, dopo
che negli ultimi decenni del Cinquecento e nel primo lustro del Seicento era
stato completamente ignorato.
Ora ci si rendeva conto della sua importanza fondamentale rispetto a quella
secondaria, o marginale del gesto, pur significativo, ma non determinante del
lavarsi le mani da parte di Pilato.
Per di più l’aula destinata alla Sentenza era di dimensioni notevolmente supe432
Cappella - 35