Così a Varallo, secondo il piano dei Caimi, sul Monte degli Ulivi vi era prima
l’Ascensione (ora cappella del Tabor), quindi più in basso, presso l’attuale Cattura, l’Annunzio a Maria della sua prossima fine, e successivamente, sull’alto,
all’estremità occidentale, il Viri Galilei.
Qui ora mi limito a riportare quanto è detto nella guida del 1514, la più antica in assoluto del Sacro Monte, edita nel marzo di quell’anno, e che quindi
descrive la situazione come era alla fine del 1513. Da essa già si deduce con sufficiente chiarezza quanto da tempo ho dimostrato. Dopo l’Apparizione di Gesù
risorto alla Maddalena, o Noli me tangere, che si trovava nell’area dell’attuale
oratorio presso il Santo Sepolcro, la guida prosegue:
“Poi ne ascendi e vai in Galilea
Dove aparbe christo a li discipuli...” (cap. XXVI),
perciò ad una cappella posta sull’alto, a breve distanza dalla precedente, senza
incontrarne altre lungo il percorso.
Il testo continua:
“Questa capela ne formata in tondo
Depinta con discipuli da lato...
Chi mira in questo luoco bene a tondo
Vedcra dereto al uscio dove intrato
Depinto Pietro piangere elso errore
Celato per vergogna del Signore” (cap. XXVII)
È la raffigurazione di S. Pietro penitente che verrà ricordata in seguito da tutte le successive guide cinquecentesche del Sacro Monte ed anche da monsignor
Bascapè nella sua prima visita alla Nuova Gerusalemme varallese proprio nella
cappella destinata all’Ascensione, e comunemente detta “in Galilea”.
La guida del 1514 prosegue:
“Descendi questo (cioè la cima del Viri Galilei) e torni
remontare a quel Oliveto benedetto...” (cap. XXVIII).
È evidente che qui il percorso seguito va in senso inverso da ovest a est, salendo all’Ascensione ove sorge l’attuale cappella del Tabor.
Il tempietto del Viri Galilei compare poi con netta evidenza nelle vedute cinquecentesche del Monte di Varallo dipinte in ben sei pale d’altare (del Lanino
in S. Sebastiano a Biella, della Pinacoteca di Brera a Milano, della sacrestia del
Duomo di Torino, di Caresanablot, di Salussola, di S. Lorenzo a Vercelli). Si
425