Storia del Sacro Monte di Varallo | Page 371

del 1643, 1645 e dal Battoli nel 1777. Ma già ad iniziare dal 1779 si parla di cinque statue, così come sono ancora oggi. Potevano esser state sei in origine? Certamente no. Dalla descrizione della visita di monsignor Volpi del 1628 alla Spogliazione delle vesti, o antica Salita ai Calvario si deve dedurre che allora le statue erano soltanto tre: «statua Iesus Ministri trahentis. altcrius Ministri impellentis», cioè di Gesù, di uno sgherro che lo trattiene e d’uno che lo spinge, a cui seguono le figure di Maria e di Giovanni, figure dipinte da Gaudenzio sulla parete destra della cappella attualmente della Pietà sulla Piazza Maggiore, che si possono ancora ammirare. Dunque le statue lignee antiche trasferite nella Salita al Pretorio erano solo tre; quelle in terracotta citate nell’elenco del d’Enrico dell’aprile 1640 sono due, quindi già fin dall’origine la cappella non dovette contenere che le cinque statue tuttora in loco. Quanto all’autore delle tre statue lignee si tratta realmente di Gaudenzio? Si è visto che gliele hanno riferite in parte il Bascapé (1593), quando erano ancora nella Spogliazione delle vesti, e poi il Fassola, dopo che erano state trasferite nella Salita al Pretorio, seguito dal Torrotti nel 1686. Ma prima del Bascapé nella parte introduttiva delle guide del 1566 e del 1570, in un prezioso elenco delle opere di Gaudenzio sul Monte varallese, si specifica che gli spettano «a pie del Calvario un Christo nudo et un manigoldo di rilievo». Ora, tra i più recenti studiosi di Gaudenzio, il Testori ed il Malie non hanno dubbi sulla paternità gaudenziana della figura del Cristo, ma il Viale nel ‘68 ed il sottoscritto poi nel 1977 gli hanno riconosciuto anche quelle del manigoldo che lo trascina «con una corda al collo da ribelo», come appunto avevano già affermato le guide del 1566 e del 1570. È la terza figura pure di legno, già citata nel 1628 dal vescovo Volpi, quella cioè posta dietro a Gesù, e che in un certo senso lo incita ad andare avanti “altriùs ministri impellentis”, è di Gaudenzio, o almeno della sua bottega? Basta un’osservazione anche solo superficiale, per rendersi conto del suo livello assai inferiore, meno ispirato, d’una fattura assai più modesta, artigianale, secca e legnosa nei gesti goffi; è poi tutta di legno: figura; abiti, armatura, mentre quelle gaudenziane hanno vestiti di vero tessuto. Inoltre la guida del 1514 non permette di ipotizzare già la presenza della terza statua nella cappella di Gesù spogliato delle vesti, si parla solo del Cristo tirato per 371