tue non avevano ancora potuto esser messe in opera, non essendo ancora stati
completati gli affreschi. Di conseguenza solo qualche tempo dopo dovette esser
chiusa l’antica cappella della Coronazione di spine nel vecchio Palazzo di Pilato e ne vennero tolte le statue lignee per venir riutilizzate.
A differenza di quanto avverrà per le tre figure della vecchia Flagellazione, di
cui due verranno reimpiegate nella nuova edizione del mistero; qui nella nuova
Coronazione di spine, nessuna delle tre preesistenti statue troverà posto.
I due sgherri, uno in piedi a gambe larghe con turbante in testa ed una lunga
pertica retta da tutte due le mani, l’altro inginocchiato con corta mantellina;
sono stati riciclati proprio subito dopo, verso il 1615-16 nella cappella della
Cattura, allora in allestimento, da parte di Giovanni D’Enrico.
Della statua principale di Gesù coronato di spine si è sempre pensato che si
sia persa ogni traccia, ma si può avanzare la supposizione che sia da identificare
con la mezza figura, rustica e popolaresca dell’Ecce Homo in legno con capelli
veri, ora nella sacrestia della chiesa di S. Antonio a Borgosesia, definita una decina di anni or sono, opera di anonimo “scultore del Sacro Monte”.
La posa delle braccia è infatti identica a quella del Cristo raffigurato nella
xilografia del Coriolano che rappresenta l’antica Coronazione di spine. La capigliatura vera è come quella delle altre statue delle due antiche cappelle della
Flagellazione e della Coronazione. Basterebbe un mantello di vera stoffa sulla
spalla destra (quella sinistra per i riguardanti) ed il collocare nella mano destra
un bastone per ritrovare la più puntuale rispondenza tra la scultura ora a Bor
gosesia ed il Cristo della xilografia. Se così fosse non sarebbe andata perduta
nessuna delle sei statue cinquecentesche dell’antico Palazzo di Pilato.
Solo un’analisi attenta ed approfondita della scultura, potrà però dirci qualcosa di più sicuro.
Risulta pertanto totalmente infondata l’affermazione del Galloni che delle
antiche statue dell’Incoronazione di spine tutto andò perduto. •
Le statue di Giovanni D’Enrico
Per, quanto riguarda il nuovo gruppo scultoreo realizzato attorno al 1609-10
per la seconda redazione del mistero, si seguirono fedelmente le indicazioni impartite dal Vescovo Bascapè il 1° febbraio 1605, che voleva nella cappella “molte
figure’’, modellandone ben otto, rispetto alle tre della prima cappella.
Ma come spessissimo è avvenuto e temo avverrà ancora, nelle guide del Sacro
Monte il numero non è sempre stato riferito con esattezza. Fino al 1826 nessuno ne fa cenno; nella guida del 1829 si parla di sette statue, numero ripetuto dal
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Cappella - 31