Storia del Sacro Monte di Varallo | Page 353

Avendo il Bordiga per primo nel 1830 dato la notizia del do­cumento del 27 settembre 1608 riguardante gli affreschi, venne quasi logico ritenere che il nuo­ vo gruppo statuario dovesse esser stato modellato proprio allora o poco prima (1607-8). Il Galloni, dopo aver ritrovato anche l’atto del 6 luglio dello stesso anno, pensò che nel breve arco di tempo intercorso tra i due documenti fosse stata “messa in sesto la cappella”. Forse venne indotto a questa conclusione per il fatto che si sborsano già delle somme per l’esecuzione dei dipinti, che solitamente venivano eseguiti quando erano già state sistemate le statue. Tale datazione in linea di massima veniva ripresa ripetutamente dal sottoscritto come termine ultimo, per fissarla poi nel 1607. Nella recentissima guida dei Sacri Monti piemontesi edita sotto gli auspici dell’Assessorato ai Parchi essa viene inspiegabilmente retrocessa senza nessuna ragione logica addirittura al 1605, quando cioè era appena iniziata la costruzione del Palazzo di Pilato. Solo Gianni Romano colloca l’esecuzione delle statue tra il 1608 e il 1609. Ora, dal documento del 6 luglio 1608 in cui si dice testualmente che l’Incoronazione di spine “sarà ai piedi della scala”, bisogna dedurne che in quel momento il gruppo scultoreo non c’era e non era forse neppur ancora in esecuzione. Ciò non stupisce, perché per un’altra cappella del Palazzo di Pilato, quella dell’Ecce Homo il contratto col pittore venne stilato quando le state erano solo in fase iniziale di esecuzione; o forse neppure iniziate. Nella Coronazione di spine poi non si trattava neppure dell’allocazione di tutto il ciclo pittorico, ma solo della parete di fondo, forse come prova, come saggio d’esame del pittore. Per cui la data tradizionale di esecuzione del complesso scultoreo dopo tutte queste osservazioni, ritengo sia da posticipare alme­ no attorno al 1609-10. Me lo fa pensare anche il fatto che nella xilografia del Coriolano che raffigura la cappella nella guida del 1611 (xilografia eseguita ovviamente uno o due anni prima, come ho già osservato per l’analo­go caso della Flagellazione, cioè attorno al1609) si raffigura ancora la scena così come era nella sua prima redazione, quella di metà Cinquecento, allora ancora in funzione nel primo Palazzo di Pilato. Quindi nel 1608 le statue nuove non solo non erano ancora in loco, ma molto probabilmente, come ho già detto, non erano neppur ancora in fattura. Possiamo per ora ritenere con molta probabilità che solo attorno al 1610 esse siano state modellate, ma il 6 luglio 1614, risulta da un verbale dei fabbriceri conservato nei minutari del notaio Giovanni Battista Albertino, che le sta353