Storia del Sacro Monte di Varallo | Page 344

mento dell’ antico Palazzo di Pilato nel 1898.
Tra il 1612 ed il 15 dunque si può ragionevolmente pensare che l’ attuale scena plastica della Flagellazione venga realizzata, immediatamente prima che il d’ Enrico modelli alcune statue per completare il mistero della Cattura, databili attorno al 1616. Insostenibile quindi quanto affermato in una recentissima guida sui Sacri Monti del Piemonte, che le statue siano state modellate da Giovanni d’ Enrico attorno al 1605, quando cioè non era neppur ancora stata iniziata la costruzione della cappella.
Di certo si sa che nel 1617, all’ atto della visita del vescovo cardinal Taverna mancavano le pitture, mentre le statue erano state disposte come aveva voluto il Bascapè.
Quindi la parte scultorea doveva esser stata terminata ormai da qualche tempo; ovviamente per mano del d’ Enrico, il grande regista del Sacro Monte in quei fervidi decenni, e dai suoi collaboratori. Dal Fassola( 1671) in avanti tutti i compilatori di guide della Nuova Gerusalemme varallese hanno sempre concordemente assegnato a lui queste statue. Solo il Butler nel suo“ Ex voto”( edito in Italia nel 1894) volle dare al Tabacchetti, da lui amatissimo, almeno l’ uomo che lega Gesù alla colonna, e ne accolsero dubitativamente l’ idea il Tonetti ed il Ravelli, mentre il Romerio la respinse.
Ma ovviamente questa possibilità rimane esclusa anche soltanto per ragioni cronologiche, essendosi il Tabacchetti allontanato dal Sacro Monte nel 1600- 1601, subito dopo aver modellato le statue della Salita al Calvario, quindi più di un decennio prima che il complesso scultoreo della Flagellazione venisse realizzato.
Altre divergenze si sono riscontrate nei secoli passati sull’ esatto numero delle statue antiche in legno e di quelle in terracotta del d’ Enrico, per scarsa attenzione, eccessiva fretta nel compilare le guide, mancanza di un controllo diretto, troppa fiducia nei testi dei precedenti autori.
Già lo stesso Fassola nel 1671 erra affermando che ben cinque statue sono di legno e solo due del d’ Enrico. Poco dopo il Torrotti( 1686) più genericamente dà al d’ Enrico quella di Gesù“ e qualche altra” e ritiene di legno le rimanenti. I dati del Fassola sono ripresi poi ripetutamente nelle guide del 1743, 51, 65, 77. Tre figure vengono assegnate al d’ Enrico nella guida del 1779( ossia quelle di Gesù e“ quella dei due manigoldi, l’ uno che colla fune stringe Gesù alla colonna e l’ altra che abbassata ammassa i flagelli”). Tutte a Giovanni d’ Enrico vengono date nella guida del 1807. Nuovamente solo tre( Gesù e i due sgherri) gli vengono riferite nelle successive guide del 1826, 1829, dal Bordiga e dalla
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