volto soprattutto alla realizzazione del Palazzo di Pilato, rimanendo sottinteso
quanto si era stabilito per il Palazzo di Erode.
A quel periodo deve risalire la planimetria col progetto di sistemazione dell’area centrale del Sacro Monte, che si ritiene essere quello compilato da Giovanni
d’Enrico e Bartolomeo Ravelli nel 1614 (Archivio d’Adda, presso l’Archivio
di Stato di Varallo), ma che più verosimilmente deve esser stato disegnato nei
primi anni del secolo (1605-1606 circa) per le troppe varianti rispetto al Palazzo
di Pilato, eretto tra il 1606 ed il 1608.
Ora, in questa planimetria compaiono già le varie cappelle che nel Settecento
costituiranno la Piazza dei Tribunali, ma disposte con una soluzione urbanistica
profondamente diversa, cioè non secondo la conformazione di una piazza, come
si è già fatto notare trattando, sia della Piazza dei Tribunali, che delle cappelle di
Anna e di Caifa.
Infatti la cappella di Anna si trova quasi al centro della piazza attuale e rivolta
verso levante, mentre il Palazzo di Erode, già preceduto da un atrio porticato,
risulta spostato più verso la zona centrale della spianata e rivolto verso mezzogiorno, cioè verso il Palazzo di Pilato, e non verso levante, come sarà poi nella
realtà.
Di pura fantasia è la raffigurazione della Cappella di Erode nella veduta del
Sacro Monte, incisa da Gioachino Teodorico Coriolano nel 1606 (Pallanza,
Museo del Paesaggio), replicata poi nel 1621, poiché nel 1606 la cappella non
era neppur ancora stata iniziata. Nell’incisione viene liberamente situata in un
edificio a due piani sul lato nord dell’attuale Piazza dei Tribunali (n. 29 “N. S.
mandato da Pilato ad Herode” dice la didascalia), nel punto in cui verrà invece
eretto il Palazzo di Caifa.
Si rifa alla planimetria di Giovanni d’Enrico l’acquaforte del Van Schoel, dedicata al cardinal Federico Borromeo, e databile al secondo lustro del Seicento,
dopo la visita del porporato al Sacro Monte nel 1604, stando al Fassola, nel 1603
secondo i documenti trovati dagli studiosi di oggi. In essa il Palazzo di Erode è
raffigurato come un piccolo edificio cubico con tetto a padiglione, posto quasi
nel centro dell’attuale Piazza dei Tribunali.
Anche nella xilografia, riprodotta nel Settecento dal Martinetti, ma intagliata
nei primi decenni del Seicento, la cappella è collocata nel mezzo della Piazza, ma
è fantasiosamente immaginata come un grandioso edificio quadrato a gradoni.
Mentre si vanno divulgando queste vedute piuttosto arbitrarie il Bascapè non si
disinteressa del Palazzo di Erode. Infatti con lettera del 18 settembre 1606, con
il suo solito zelo, dà ordine di erigerlo, accordando ai fabbriceri di servirsi di 300
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