prima della morte, dovesse proprio riguardare l’elaborazione di un piano organico e completo per la parte concernente i misteri della Passione di Cristo.
Scomparso repentinamente il Borromeo, tutto rimane sospeso per qualche
anno. Poi avviene una certa ripresa, documentata appunto nella guida dell’89
col proposito di aggiungere agli alti misteri già preventivati, anche il Palazzo di
Erode. Poco dopo compare sulla scena della Nuova Gerusalemme varallese il
grande vescovo di Novara, Carlo Bascapè, discepolo e familiare di S. Carlo fin
dal 1575. Egli, nominato vescovo della diocesi novarese e quindi responsabile
diretto del Sacro Monte in forza delle costituzioni emanate da Sisto V, deve aver
sentito non solo come suo dovere di vescovo, ma come un obbligo, anzi quasi
un’eredità morale e figliale verso S. Carlo, il compito di realizzare i progetti dal
Borromeo solo vagheggiati per il Sacro Monte.
È per questo che vediamo con quanto zelo il Bascapè si interessa dello sviluppo della Santa Montagna varallese, quante volte la visita e come si impegna soprattutto per innalzare appunto il complesso di misteri riguardanti la Passione,
dal grandioso Palazzo di Pilato, il complesso più imponente, a quelli di Caifa e
di Erode, sorti però dopo la sua morte, avvenuta nel 1615, ma grazie al suo impulso ed ai progetti fatti elaborare da lui.
Già nella sua prima visita sul Monte, il 24 settembre 1593, stabilisce che dopo
la Cattura si erigano i misteri di Gesù: “...ante Caipham in concilio seniorum,
flagellatus, illusus, Pilato et Herodi oblatus...”.
La situazione non muta nella successiva visita, compiuta esattamente un
anno dopo, il 25 settembre 1594, in cui viene ripetuto lo stesso ordine di erigere
dopo la Cattura le cappelle mancanti della Passione: “come a dire del Signore
presentato ad Anna, condannato ed illuso; della Presentazione a Pilato e ad Erode, della Flagellazione, ecc.”. Nulla quindi si era fatto, ma nulla ancora si farà.
Infatti nella terza visita, del 3 ottobre 1599 viene dato al pittore Domenico
Alfano l’incarico di stendere in disegno l’ordine stabilito dal Bascapè, disegno
che forse non venne mai eseguito. Si giunge così al 5 ottobre 1602, quando il Vescovo, salito ancora una volta sul Monte, ordina che dopo la Negazione di Pietro
“ritornando indietro su l’alto, si faccia la Presentazione a Pilato dove il Salvatore
sia accusato da Giudei et tornando di nuovo al basso si mostri menato ad Erode
dove è illuso con veste bianca. Poi un’altra volta si ritorni al medesimo luogo di
Pilato...” Si ha così il primo abbozzo di quella che sarà nei decenni successivi la
realizzazione, tanto del complesso e grandioso Palazzo di Pilato, quanto di quello di Erode, soprattutto dal punto di vista topografico .
Seguiranno negli anni successivi altre visite del Bascapè, il cui interesse sarà
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