Anna a Caifa, da Caifa a Pilato, ed ora da Pilato ad Erode, per poi tornare nel
Pretorio.
Ma se questo è il risultato definitivo, di una certa lunghezza, come in molti
altri casi sul Sacro Monte, è stata l’elaborazione e la realizzazione del progetto.
All’epoca delle due guide del 1566 e del 1570 il pensiero di raffigurare l’episodio di Gesù davanti ad Erode non era ancora entrato nei piani progettuali della Nuova Gerusalemme. E neppure l’Alessi, poco dopo, lo immagina nel “Libro
dei Misteri”, stabilendo di passare immediatamente dal Palazzo di Pilato alla
cappella “dove N. S. porta la croce”.
Analoga situazione si verifica con le guide del 1583 e 1585.
La cappella di Erode è elencata invece per la prima volta tra tanti altri misteri
che si vorrebbero raffigurare, nel progetto di pianificazione dell’intero Sacro
Monte della Raccolta Ferrari nella Biblioteca Ambrosiana di Milano, databile
attorno al 1576-80 circa, ed attribuita a Martino Bassi. Essa reca il numero 27 e
viene situata nella parte posteriore della Chiesa Vecchia (attuale Casa del Pellegrino), occupando parte della navata e la zona absidale.
Ricompare nella successiva planimetria coeva, riguardante solo l’area centrale del Monte, sempre appartenente alla Raccolta Ferrari dell’Ambrosiana, ma
questa volta è elencata al numero 31.
Nulla tuttavia viene realizzato. Ma ormai il proposito di erigere la Cappella di
Erode si è fatto strada. Infatti nelle guide del Sacro Monte della fine del secolo
il mistero di Gesù condotto da Erode compare elencato ad iniziare da quella
del 1589, con solo un cenno nella parte introduttiva in prosa: “Come N. S. fu
condotto ad Anna, Caifas, Pilato e Herode, questi si farano”. Identica è l’indicazione riportata nella successiva guida del 1599.
Si assiste così ad un lento svilupparsi del piano progettuale riguardo ai misteri
della Passione attraverso tutto il secolo XVI.
Nel 1514 si prospettava solo di raffigurare quelli di Anna e di Pilato. Nell’83,
eretto ormai da decenni il primo Palazzo di Pilato con la Flagellazione e la Coronazione di spine, si pensa di innalzare finalmente le due cappelle di Anna e di
Caifa; nell’89 si aggiunge a questo proposito anche quello di erigere la cappella
di Erode.
Forse ad un tale processo di sviluppo non deve esser stato estraneo S. Carlo
nelle sue ultime visite, dato l’amore sempre dimostrato per il Sacro Monte e la
devozione intesa per la Passione di Cristo.
Viene da pensare che la chiamata del Pellegrini, il suo architetto di fiducia,
durante la sua ultima permanenza sul Monte nell’ottobre dell’84, pochi giorni
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Cappella - 28