Storia del Sacro Monte di Varallo | страница 315

scudi della cassa delle messe per cominciare l’impresa. Ma in quel momento troppi sono i cantieri sul Monte; mai si era vista un’attività più intensa e frenetica dal Palazzo di Pilato al Primo sogno di S. Giuseppe, a Gesù nell’orto, ai Discepoli dormienti, alla Coronazione di spine, all’Ecce Homo, alla Salita al Calvario; di conseguenza i lavori per il Palazzo di Erode non incominciano ancora. Nella guida del 1611 (ripetuta in quella del 1613) esso risulta elencato nella parte introduttiva tra: “i Misteri che non sono ancora fabbricati”. E nella relazione inviata al Bascapè da Gerolamo d’Adda, fabbricere del Sacro Monte, il 23 dicembre dello stesso anno, si citano le previste cappelle di Caifa, della Negazione di Pietro e di Erode, ma si propone di dare subito inizio a quella di Caifa, come infatti avverrà. Per quella di Erode dovranno ancora passare alcuni anni prima che qualcosa si faccia. È ormai morto il Bascapè nel 1615, e sta per morire pure il suo successore, il cardinal Taverna (agosto 1619), quando finalmente con atto del 28 luglio 1619, steso dal notaio varallese Giovanni Battista Albertino, si decide di dare inizio ai lavori per la cappella, con ordine al mastro impresario di costruirla: “alla forma et muraglia grossa conforme alla fabbrica del Palazzo di Caifas”. Che proprio in quel momento si metta mano all’impresa è facile capire. Doveva appunto allora esser stato terminato il Palazzo di Caifa, incominciato nell’estate del 1614, privo ancora del tetto nel 17, come constata il cardinal Taverna nella sua visita, e quindi compiuto solo alla fine del 18 o nella prima metà del 19. Il richiamo “alla fabbrica del Palazzo di Caifas”, esplicitamente annotato nell’atto steso dal notaio Albertino, suona quasi come un’esplicita conferma. Terminata un’opera si dà immediatamente inizio all’altra. La snella costruzione dovette sorgere, come le altre della Piazza dei Tribunali (esclusa quella assai più tarda di Gesù presentato ad Anna) su progetto di Giovanni d’Enrico, delineato in forma definitiva tra il 1618 e il 19, ma spostandone verso occidente la collocazione e volgendo a levante la facciata, rispetto a quanto previsto originariamente. Di conseguenza il compimento della cappella dovette avvenire nell’arco di circa tre anni, tenendo conto della lentezza nel costruire di quei tempi (come si è visto or ora almeno quattro anni erano occorsi per il Palazzo di Caifa). Quindi si può ipotizzare che l’impresa architettonica sia stata terminata entro il 1622, considerando lo scavo e le fondamenta eseguite nell’estate-autunno del 19, l’erezione delle pareti e forse la volta nel 20, il porticato e la loggetta nel 21, il tetto e l’intonacatura nel 22. 315