la con una nuova. La denominazione però non è più quella consueta di Pianto di Pietro o di Pietro penitente, bensì di Rinnegamento di Pietro. Era solo un
modo di esprimersi improprio e più generico per indicare lo stesso soggetto, o
l’intenzione era veramente quella di raffigurare S. Pietro nell’atto di rinnegare
Gesù nel cortile della casa di Caifas parlando con una serva e gli altri presenti?
Forse in quel momento proprio quest’ultima era l’intenzione del Bascapè, dato
che aveva ritenuto di soprassedere all’erezione della cappella di Anna, ma l’idea
consueta rimase sempre quella di raffigurare S. Pietro penitente dopo il rinnegamento.
La prima veduta del Sacro Monte intagliata da Gioachino Teodorico Coriolano nel 1606 (Pallanza, Museo del Paesaggio), già presenta completamente
eretto il Palazzo di Pilato, segno che non solo era stato progettato, ma che doveva essere ormai in via di costruzione, e che la cappella del Viri Galilei o era già
stata abbattuta o stava per esserlo.
Nelle didascalie dell’incisione non compare però elencato tra i tanti misteri
esistenti o previsti quello del Rinnegamento di Pietro. Né vi è una rettifica nella
riedizione del 1621. Della cappella di Pietro penitente, o del Rinnegamento di
Pietro più nessuno parla; non vi si accenna nella guida del 1613, né è prevista nel
progetto di ristrutturazione del Sacro Monte, forse opera di Giovanni D’Enrico e Bartolomeo Ravelli, databile al 1609 o al 1614, appartenente all’Archivio
d’Adda di Varallo. •
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Cappella - 26