È così che nel 1914 il Galloni, nella sua opera sempre assai utile, non avendo
ancora a disposizione la guida del 1514 (riscoperta e fatta conoscere solo nel
1926), non avendo di conseguenza potuto puntualizzare l’ubicazione del Viri
Galilei, né avendo badato ai versi finali del capitolo concernente l’apparizione
di Gesù ai discepoli nelle guide della seconda metà del Cinquecento:
«E come amaramente il suo peccato
Piangesse quel c’havea l’homo negato»,
in cui il nome di Pietro non compare, trovò per la prima volta il riferimento al
pentimento di Pietro solo nel verbale della visita del Bascapè e credette di conseguenza che tutta una cappella fosse dedicata originariamente al Pianto di Pietro.
Egli era così giunto a due ipotesi: o che l’Apparizione di Gesù ai discepoli fosse
costituita da una piccola edicola poi demolita per ampliare lo spazio riservato
nel “Libro dei Misteri” alla nuova cappella dell’Ascensione, ideata dall’Alessi e
solo iniziata, oppure che si trattasse semplicemente di un affresco dipinto su di
una parete della cappella del Pianto di Pietro citata dal Bascapè. Non conoscendo la guida del 1514, il Galloni non poteva sapere che la sua seconda intuizione
era la più calzante, ma solo se capovolta. Non era infatti una cappella quella del
Pianto di Pietro, né un semplice affresco quello dell’Apparizione di Gesù ai discepoli, ma il contrario. Il Pianto di Pietro infatti, come si è visto, si trovava dipinto
dietro all’uscio della cappella dell’Apparizione di Gesù ai discepoli in Galilea.
All’inizio del Seicento la situazione cambia completamente. Già nella seconda visita, del 25 settembre 1594, il vescovo Bascapè stabilisce che nella zona sottostante al colle su cui sorgeva il Viri Galilei, si erigano cappelle con i misteri
che mancano alla passione del Signore, come la Presentazione ad Anna, a Pilato,
ad Erode, la Flagellazione e la Coronazione di spine, ecc.... È il primo passo verso
quelli che saranno la Piazza dei Tribunali ed il nuovo Palazzo di Pilato.
Da un successivo memoriale di visita del 3 ottobre 1599 si apprend e che al
pittore Domenico Alfano di Perugia, operante al Sacro Monte, fu affidato l’incarico di mettere in disegno l’ordine stabilito dal Vescovo. Ma nessuna opera
pare sia stata fatta fino al 1602. Nella visita del 5 ottobre di quell’anno il Bascapè dà gli ordini per l’attuale disposizione delle cappelle e stabilisce che dopo
la Presentazione di Gesù a Caifas “lasciando quella di Anna dove non si riferisce
atto particolare”, si rappresenti la “La negatione di Pietro”, poi, tornando indietro sull’alto si facciano la Presentazione a Pilato e le varie altre cappelle ora
contenute nella Piazza dei Tribunali e nel Palazzo di Pilato.
L’antica e piccola edicola del Viri Galilei con l’immagine di S. Pietro penitente
ha dunque ormai i giorni contati, ma, come si è visto, già si pensa di sostituir295