«Questa capela ne formata in tondo
Depinta con discipuli da lato
E christo in mezo splendide iocondo
Con larghe braza a loro presentato
Chi mira in questo luoco bene a tondo
Vedera dereto al uscio dove intrato
Depinto Pietro piangere el so errore
Celato per vergogna del Signore».
Come si vede esisteva solo l’immagine di Pietro penitente, collocata nella
posizione più umile e nascosta, sulla parete d’ingresso “dereto al uscio dove intrato”.
Tutte le guide successive del Cinquecento, ad iniziare da quella del 1566, fino
a quella del 1599, illustrando la cappella dell’Apparizione di Cristo ai discepoli in
Galilea, o Viri Galilei, dopo aver descritto la scena principale, ricordando l’incredulità di S. Tommaso ed il pianto di Pietro:
«E come Toma, che ciò non credea,
Sgannato fu dell’errar suo fallace;
E come amaramente il suo peccato
Piangesse quel c’havea l’homo negato».
Come si noterà però S. Pietro non è nominato direttamente, né è indicata
l’ubicazione nel punto più nascosto della cappella.
Molto più esplicito è invece monsignor Carlo Bascapè, vescovo di Novara,
nella relazione della sua prima visita al Sacro Monte del settembre 1593.
In essa, giunto sul colle del Viri Galilei, sul quale si era da qualche tempo
iniziata la costruzione di una nuova cappella dell’Ascensione (mai eretta però
perché qualche anno dopo in quell’area del Sacro Monte sorgerà il grandioso complesso del Palazzo di Pilato) il Vescovo nota che alla cappella destinata
all’Ascensione “est proxina capellula cum pictura Petri flentis” (è vicinissima la
piccola cappella con il dipinto di Pietro piangente). Il Vescovo, come si vede, dimentica di citare il soggetto principale della piccola cappella, forse eretta ancora
sullo scorcio del Quattrocento, cioè quella dell’Apparizione di Gesù ai discepoli
in Galilea, né ricorda la scena dell’incredulità di S. Tommaso, ma nomina solo
la “pictura Petri flentis”, forse il soggetto che lo aveva colpito di più, o che non
aveva immaginato di trovare in quel luogo, e che in quel momento si trovava
meglio conservato.
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Cappella - 26