della Basilica, ritenuta da alcuni come opera dello stesso Tantardini. Anzi, ad
evidenziare l’ipotesi, nella vetrata di mezzo della cappella (nel pannello di sinistra) si trova un’apertura circolare, praticata appositamente per osservare il
volto dell’Evangelista.
Come le statue, così anche i dipinti di Sigismondo Betti, purtroppo in parte rovinati dall’umidità nella zona inferiore, rivelano un tono eminentemente scenografico di grande effetto spettacolare. L’elemento più appariscente e
clamoroso, che subito attrae l’occhio del riguardante per la resa illusionistica
molto intensa, è il grande arco d’ingresso dalla casa di Anna, illuminato nella
penombra della sera dalla luce abbagliante della lanterna. Lo completano in alto
a sinistra una finestra a cui si affacciano alcuni curiosi ed a destra la terrazza
straripante di persone. Poi la scena si amplia in un vasto paesaggio con colli e
avvallamenti in lontananza ed un grande albero in primo piano, mentre si muove una gran folla chiassosa e multicolore, con armi, stendardi ed alabarde. Ed è
evidente la ricerca da parte del pittore di richiamarsi per un senso di continuità
narrativa nei costumi e nelle figure agli affreschisti che lo avevano preceduto nel
tempo in altre cappelle, soprattutto al Gianoli ed ai Danedi, ma anche al Tanzio
ed al Morazzone.
Al di sopra incombe un cielo carico di nuvoloni, animato da profeti ed angeli reggenti cartigli con motti scritturali riguardanti la Passione a completare
la spettacolare scenografia che si conchiude al vertice dell’ariosa volta ovoidale
con la figura dell’Eterno padre. •
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Cappella - 24