trato a Torino, lo troviamo ancora attivo nel 1767 per i conti Viarana.
Eseguiti gli affreschi, le vicende della cappella di Anna possono considerarsi
quasi conchiuse.
Manca però la statua del Pontefice. A tutte le ipotesi già formulate al suo
riguardo si può ancora aggiungere quest’ultima. Che la statua fosse stata realmente compiuta dal Tantardini e fosse anche stata sistemata nel ‘63 dal Betti
con l’aiuto di Elia Bussi, ma che fosse come raffigurazione, oltre che come stile,
assai diversa da quella dello stesso Pontefice che compare della cappella di Gesù
presentato al popolo, di Giovanni d’Enrico, e che per questo motivo si fosse giunti nell’ordine di idee di sostituirla.
Sono ancora una volta i Valsesiani dimoranti a Torino a provvedere l’opera
ed a scegliere l’artista per condurre a termine in modo degno la dispendiosa e
munifica impresa che si erano assunti.
La statua di Anna, che secondo il Galloni «nei lineamenti e nell’atteggiamento ricorda in qualche modo quella dello stesso Pontefice nel mezzo della
cappella di Cristo mostrato al popolo, fu plasmata da Giovanni Battista Bernero,
uno degli scultori più significativi e celebri del mondo torinese del secondo Settecento, autore di tante, notevoli opere per la Palazzina Reale di Stupinigi, per le
residenze sabaude, per chiese e palazzi patrizi, non solo di Torino, ma anche di
altre importanti città del Piemonte.
La comunità valsesiana di Torino si affidava cosi ancora una volta, ad una
delle personalità più in vista e di più alto livello per offrire un’opera degna per i
Matrimoni al Santuario.
Dal 1990 per evitare intralci con i pellegrinaggi e quindi disagi vicendevoli, i
matrimoni in Santuario potranno essere celebrati solo da novembre a febbraio.
al Sacro Monte. Il Bernero, il cui cognome nelle guide della Nuova Gerusalemme è stato purtroppo spesso erroneamente storpiato in «Bernesi», è stato anche l’autore della ben nota statua di S. Carlo orante, che si trova accanto
all’Orazione di Gesù nell’orto, e che il Bordiga assegnò con duplice inesattezza al
«Tandarini».
Le documentazioni si trovano nel «Libro dello speso», nel quale nel mese di
aprile del 1776 compare un pagamento «per condotta da Valbusaiga alla Fangazza di salmate 11 di creta per formare la statua d’Anna da colocarsi al suo
Tribunale nella Capella fatta dai signori Benefattori di Valsesia residenti in Torino (che) a loro spese anno mandato il Reg. statutario sig. Bernero da Torino
et a gratis a formato altra statua di S. Carlo da metersi vicino alla Capella nova
di N. S. al Orto». Ve ne è poi ancora conferma in una petizione del Fabbriciere
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