sempre suggestivi e mutevoli, che si sono andati accostando e sovrapponendo
nel corso di ben quattro secoli. Essa è veramente unica ed irripetibile per essersi
sviluppata e trasformata quasi naturalmente sulla grande spianata del “Super parietem” che guarda a mezzogiorno! Ogni epoca, ogni fase costruttiva del monte
vi hanno lasciata la loro impronta, ad iniziare da alcuni degli edifici più sacri
ed antichi, voluti e realizzati dallo stesso fondatore, giù giù fino alla marmorea
facciata ottocentesca della Basilica.
Tutto l’opposto è la Piazza dei tribunali contraddistinta da un incantevole senso di armonia, di misura, di regolarità, di equilibrio. Si percepisce subito che è la
realizzazione felice di un’unica mente creativa, il capolavoro architettonico ed
urbanistico di un unico geniale architetto.
Il rigore geometrico della sua planimetria, il perfetto accordo tra le costruzioni, il paesaggio circostante e la ricca vegetazione, l’eleganza raffinata delle singole cappelle, o meglio sarebbe dire, dei singoli palazzotti evocanti i vari tribunali,
in cui si sublima l’alta poesia della più tipica e pura tradizione costruttiva valsesi
ana con porticati svelti, leggeri e luminosi, colonne sottili e slanciate, loggette
ariose, d’un eccezionale valore scenografico, ne fanno uno dei più sorprendenti
e geniali complessi urbanistico-architettonici di tutto il Seicento italiano: complesso purtroppo fino ad oggi ancora pressoché sconosciuto alla grande storia
dell’arte. Ogni lato, ogni scorcio, ogni punto di vista crea continuamente suggestioni nuove, effetti spettacolari ed incantevoli. Ne risulta uno spazio scenografico che evoca quelli effimeri, cioè creati per teatri, spettacoli, cerimonie e
feste occasionali, ma realizzato concretamente in pietra e muratura per sfidare i
secoli.
L’idea di erigere questa piazza non è sorta improvvisa, ma si è andata sviluppando gradualmente nel giro di qualche lustro, mettendo in atto i piani stabiliti
dal vescovo Carlo Bascapè nelle sue ripetute visite pastorali al Sacro Monte. E
se il Palazzo di Pilato, che sulla piazza si affaccia, deve essere stato costruito nel
primo decennio del Seicento su progetto, come pare, del pittore perugino Domenico Alfano, la Piazza è creazione indubbia di Giovanni d’Enrico, coadiuvato forse da Bartolomeo Ravelli.
Le relazioni delle due prime visite del vescovo di Novara, compiute nel 1593
e nel 94, ignorano i vari misteri che costituiranno la futura Piazza dei Tribunali. È solo con la successiva salita al Monte di Monsignor Bascapè del 5 ottobre
1602 che per la prima volta si manifesta l’intenzione di rappresentare le varie
scene di Gesù davanti a Caifas, Pilato ed Erode, che vengono dettagliatamente
elencate ed ubicate nella relazione: “Per finire di accomodar l’ ordine et compi265