tato alla regia generale e a non molto altro, lasciando ai suoi collaboratori, primo
fra tutti il fratello Melchiorre, l’esecuzione diretta delle singole statue.
Nel sottarco centrale, ossia nell’intradosso dell’arco di mezzo della parete di
facciata, compiuta l’opera, Melchiorre appose la sua firma con la data 1619.
Anche se erano passati ormai più di vent’anni dal grandioso affresco sulla
facciata della chiesa di Riva Valdobbia (1597) e se nel frattempo vi doveva esser stato un viaggio di studio del pittore insieme al fratello Tanzio fuori dalla
valle, lo stile di Melchiorre mantiene la sua popolaresca enfasi, la sua rude forza
montanara, un po’ aspra, con modellazioni spesso dure, un fare corsivo, che in
alcuni volti sfiora talora la caricatura, colori freddi e striduli. L’orchestrazione
piuttosto elementare tenta invano di fondere l’ampia estensione del paesaggio e
dei gruppi figurati con l’antistante complesso scultoreo.
Non mancano tuttavia di un certo fascino le composizioni di piccole dimensioni, come quella di Gesù condotto via dagli sgherri, più fusa nelle tinte, più
raccolta ed intima nell’insieme.
Così nel 1619 la cappella della Cattura raggiungeva dopo tante e complesse
vicende il suo definitivo compimento.
Forse nello stesso anno veniva eseguita anche la pregevole transenna lignea
col bancone inginocchiatoio, la grata finemente intagliata e la soprastante invetriata a separare il sacro mistero dall’androne di collegamento tra le due piazze
ed a proteggere le statue e gli affreschi dai visitatori, contribuendo a render più
oscura e misteriosa la scena. •
La Piazza dei Tribunali
La maggior parte delle antiche guide del Sacro Monte, dopo aver illustrato la
cappella della Cattura, prima di proseguire con quella successiva di Gesù davanti
ad Anna, ,si soffermava brevemente a trattare della Piazza dei Tribunali su cui
questa cappella ed alcune altre si affacciano.
E veramente la piazza che prende il nome dalle varie tappe dolorose degli interrogatori di Gesù dopo la sua cattura, merita un’attenzione tutta particolare.
Il contrasto con la Piazza Maggiore da cui il pellegrino giunge, passando sotto
l’androne di collegamento su cui s’affaccia la cappella della Cattura, non potrebbe essere più intenso.
La Piazza Maggiore, sorprende per la sua vastità, per la forma irregolare, per
quanto armoniosa, per l’aspetto straordinariamente pittoresco, per l’accostamento spesso ardito di edifici, di volumi, di forme architettoniche, con scorci
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Cappella - 23