presa». Dunque le statue della Presa o Cattura erano già state trasferite nella
loro nuova sede non di recente, ma ormai da un certo tempo, forse da qualche
anno, come pare si possa dedurre dall’espressione «dove altre volte era il misterio della presa».
Così l’Ultima cena poteva trasferirsi dalla sua sede originaria sul colle di Sion
(ex Cappella degli Esercizi) dove l’aveva ubicata il Caimi in posizione corrispondente a quella di Gerusalemme, nel punto ove si trova ora, raggiungendo in
tal modo la logica successione dei fatti evangelici.
Il d’Adda ricorda inoltre nella sua lettera al vescovo che la nuova cappella
della Presa è ancora «da dipingere».
Se era parsa angusta al Bascapè la precedente sede sulla Piazza Maggiore, ora
quella appena costruita risultava vasta per le dieci statue lignee ivi trasferite,
cosicché si rese necessario aggiungerne delle altre per rendere più grandiosa ed
efficace la rappresentazione. Ciò dovette verificarsi prima del 1617 perchè il
memoriale della visita vescovile del cardinal Taverna, successore del Bascapè,
avvenuta quell’anno, già ne rileva la presenza.
Quest’impresa, stando al Fassola (1617), ripetuto poi da tutti gli altri autori,
è ritenuta di Giovanni D’Enrico.
Quanto al numero il Fassola così si esprime: «Viene amplificato il Mistero da
dieci otto statue in circa, delle quali alcune sono delle vecchie di legno, ed altre
di Giovanni d’Enrico»; e questa singolare affermazione viene ripetuta fino ad
oltre la metà del Settecento.
Poi prevale nelle guide il numero di sedici e solo raramente se ne ricordano
ancora diciotto; fa eccezione solo il Manni che nel 1978 parla di diciannove
figure. In realtà oggi, ma credo anche in passato, sono in tutto diciassette. Di
queste, dieci sono le antiche di legno, ossia: Gesù, S. Giovanni, S. Pietro che
inginocchiato taglia l’orecchio a Malco, Malco abbattuto a terra, lo sgherro al
fondo a sinistra, quello che afferra Gesù da dietro, quello inginocchiato che regge la fiaccola, Giuda al centro in seconda posizione e le due figure in fondo sulla
destra.
Che l’aggiunta delle figure di terracotta, modellate tra il 1610 ed il 15 circa, spetti a Giovanni D’Enrico appare ovvio, dato che ormai era diventato lo
statuario ufficiale del Sacro Monte. Ma in quel momento doveva essere molto
impegnato per eseguire o condurre a termine dei complessi più grandiosi, come
quelli della Condanna e dell’Ecce Homo; ritengo quindi che per la Cattura, che
era solo da completare con l’aggiunta di alcune figure, e che per di più era situata
in una cappella piuttosto oscura, perciò non molto visibile, il maestro si sia limi263