Basilica, quasi dietro all’odierna cappella di S. Pietro d’Alcantara, zona allora
priva di costruzioni.
Ma quando passa a descrivere il progetto definitivo l’Alessi ha ormai rielaborato l’edificio dandogli la forma di un nobile tempietto ottagonale coronato
da cupola e conchiuso dal lanternino, come egli stesso descrive nella pagine di
fianco alla planimetria. Di questa si conserva una replica identica nell’archivio
d’Adda a Varallo, forse autografa dell’architetto, più che copia di un aiuto di
studio; essa reca nella nota sottostante le varie misure delle singole parti.
Verso il 1578-80 nel nuovo progetto generale di pianificazione del Sacro
Monte, conservato nella Raccolta Ferrari dell’Ambrosiana di Milano e forse
opera di Martino Bassi, la Presa viene spostata ancor più verso oriente ed assume la forma di una modesta costruzione rettangolare piuttosto allungata, con
ingresso sul lato breve rivolto verso occidente. Essa ricompare perfettamente
identica nella coeva seconda planimetria della Raccolta Ferrari, che raffigura
solo l’area centrale del Monte.
Ma tutte queste proposte non hanno seguito e la Cattura rimane sulla Piazza Maggiore come ci testimoniano le varie guide del tardo Cinquecento e soprattutto la relazione della prima visita pastorale del vescovo Carlo Bescapè nel
settembre del 1593, che ne lamenta le condizioni indecorose: «tum ob angustiare loci, tum ob septum incommodum ad spectandum vestibulumque totum
apertum...». L’ambiente dunque era piuttosto angusto e la grata (septum) non
permetteva di poter veder bene il mistero. Il vescovo stabilisce quindi, poiché
tra l’altro dopo la Cena si giungeva prima della Cattura e poi “perverso ordine”
all’Orazione nell’orto, di modificare la dislocazione di queste cappelle, collocando al posto della Cattura l’Ultima cena, aggiungendovi “si libet” anche la Lavanda dei piedi, facendo erigere un poco più in alto l’Orazione nell’orto e quindi la
Cattura in un posto più ampio dove si trovava una piccola cappella aperta con
un altare spoglio e su di esso le immagini, secondo il Bascapè, della Beata Vergine
e di S. Giovanni Evangelista che doveva annunziare a Maria la cattura, immagini
modellate da Gaudenzio: «...prope locum latiorem, ubi... capella est parva et
aperta, cum altari nudo, et super illud imagine B. V. et S. Joannis, ut putatur, qui
videtur ei nuntiare dictam capturam, quarum duarum ima-ginum opus est m.i
Gaudentii». Ma un tale soggetto non è mai stato raffigurato sul Sacro Monte e
questa cappelletta è precisamente quella che viene già descritta nella guida del
1514 subito dopo il mistero della Pentecoste nei “capituli” XXXV e XXXVI.
Essa però non rappresentava, come supponevano il Bascapè ed i suoi accompagnatori (ut putatur) San Giovanni che annuncia a Maria la cattura di Gesù, ma
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Cappella - 23