forse l’architetto milanese Martino Bassi, abbiano tutti dimenticato di raffigurarla, o addirittura l’abbiano volutamente ignorata chissà per quale inspiegabile
ragione.
Bisognerà dunque cercare l’edificio contenente la prima redazione della Cattura in qualche cappella presente nel dipinto di Brera e nelle varie planimetrie,
ma ormai sotto un altro nome, già sfruttata per un diverso mistero, e nello stesso
tempo in un edificio ovviamente già eretto nel 1514, e sempre in quella zona
nord del Sacro Monte.
A questo punto, andando per eliminazione, escluso il tempietto della Samaritana costruito nella seconda metà del Cinquecento, e che quindi non compar
nel dipinto di Brera, escluso il vecchio Palazzo di Pilato (oggi abbattuto) ma
non ancora ricordato nella guida del 1514 né visibile nel dipinto di Brera perchè
anch’esso risalente solo alla seconda metà del secolo, l’unico edificio esistente
nella zona e che presenti appunto i requisiti di esser presente nelle planimetrie
cinquecentesche, compresa quella del “Libro dei Misteri”, di esser chiaramente
visibile nel dipinto di Brera ed in quelli che ne derivano di Caresanablot e della sacrestia del Duomo di Torino, è quello oggi contenente la Tentazione, che
come si vedrà sicuramente già esisteva non solo nel 1514, ma nel 1501 come ci
attestano i graffiti sulla sua parte posteriore, che, come ci dicono tutte le guide,
le planimetrie, i progetti e le relazioni delle visite pastorali del tardo Cinquecento, conteneva nella sua parte posteriore il mistero del Cristo che porta la croce,
che la guida del 1566 e le successive, l’Alessi ed il “Memoriale” del 1572 chiamano “chiesa negra”.
Essa è però ubicata in una zona del Monte che esula dai tre fondamentali
raggruppamenti voluti dal Caimi: di Nazaret con l’Annunciazione, di Betlemme
con la grotta della Natività e di Gerusalemme con la passione del Signore sul
lato di mezzogiorno del “super parietem”, che domina su Varallo.
Nessuno dei misteri ideati dal Caimi e corrispondenti ai Santuari di Terra
Santa (lo si è già detto trattando della Tentazione) può trovare rispondenza
con questa cappella, che quindi deve essere stata eretta dopo la morte del fondatore avvenuta quasi certamente nel 1499. Le varie scritte graffite sulle sue
pareti esterne sul lato posteriore, tra le più antiche del Sacro Monte, risalgono,
come si è accennato, ai primissimi anni del Cinquecento, come già aveva notato
l’Arienta che le aveva fatte osservare al Butler il quale vi lesse la data del 1504. Il
Galloni poi scoprì quella più antica risalente al 1501, cosa che hanno riconfermato più recentemente il Bossi ed il Gentile elencando le date del 1501, 1504,
1506, 7, 8, ecc.
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Cappella - 23