Ne consegue dunque che il tempietto deve essere sorto nel 1500-1501 e che
la prima data venne segnata subito, appena terminato; quindi è indiscutibile che
esisteva già nel 1513-14.
Non è qui il caso di descrivere le sue caratteristiche architettoniche, già esaminate trattando del mistero della Tentazione. Basterà ricordare l’armonia delle
sue proporzioni e delle sue linee, le dimensioni maggiori rispetto a quelle degli
umili edifici precedenti (salvo la Cena), il caratteristico zoccolo assai alto come
in S. Maria delle Grazie e nella cappella originaria della Cena (ex cappella degli
Esercizi), il cornicione che rivela una stretta affinità con quelli della Presentazione al Tempio e della cappella di Loreto alle porte di Varallo, opere di Gaudenzio,
per cui viene da pensare che il tempietto, innalzato dalle stesse maestranze che
lavorarono alle Grazie alcuni anni avanti, possa essere il primo in ordine cronologico a cui abbia messo mano anche il giovane Gaudenzio.
A questo punto, dopo quanto si è venuti dicendo fin qui, la soluzione pare
ovvia. L’unica cappella già esistente nel 1514 nella zona del Monte dove doveva trovare collocazione la Cattura discendendo «alquanto» dall’Orazione
nell’orto verso destra noti può essere che quella già esistente fin dal 1501, come
ci attestano i graffiti della sua parete posteriore, che, come ci dicono tutte le
guide, le planimetrie, i progetti e le relazioni delle visite pastorali del Cinquecento, conteneva nella sua parte posteriore (verso levante) il mistero del Cristo
che porta la croce, cappella che le guide del 1566 in avanti, l’Alessi ed il «Memoriale» del 1572 chiamano «Chiesa nera», e che sarà poi l’attuale tempietto
della Tentazione.
Essa poi, come si è detto e ripetuto, era divisa in due ambienti. La guida del
1514 lascia anche capire chiaramente che i due misteri della Cattura e del Cristo
che porta la croce erano tra loro vicini. Infatti, appena descritta la prima delle
due scene avverte che il successivo mistero di Gesù condotto ad Anna «si lasa
da fare», cioè, non solo non esiste ancora, ma si rimanda a data da destinarsi, e
subito dopo dice: «seguita poi un luoco» col Cristo che porta la croce, facendo
intendere che non vi era intervallo tra la prima e l’ultima delle tre raffigurazioni.
Ciò sembra sottolineato anche dal fatto che nel passare dall’Orazione nell’orto
alla Cattura la guida mette in particolare risalto la notevole distanza con l’«alquanto»; qui invece tra la Cattura e Gesù che porta la croce la successione nel
testo è immediata.
I due misteri dovevano quindi veramente trovarsi in un unico edificio o
«luogo compartito» con i due ingressi sugli opposti lati.
Concludendo dunque, l’unica cappella che potesse contenere la prima reda249