Storia del Sacro Monte di Varallo | Page 231

che partiva sotto l’ampio porticato cinquecentesco della Cena stessa e ne fiancheggiava il lato occidentale. Ma siamo ormai nella seconda metà del Settecento. È noto che in quell’epoca, come già si è detto parlando di Casa Parella e dell’Ultima cena, il pittore varallese Gaetano Rachetti (1721-1779) che dovette godere buona fama in ambito locale nella sua epoca, ma di cui purtroppo finora non si conosce alcuna opera, andava maturando l’idea di costruire un dignitoso edificio, quasi un palazzo, sulla Piazza Maggiore, alla sinistra di chi guarda la Basilica, alle spalle della Porta Aurea, ossia al di sopra della cappella della Cena, della bottega dell’assistente e del portico cinquecentesco a loro antistante, con l’intenzione di comprendervi anche la cappella dell’Agonia nell’orto. Secondo il Bordiga, seguito da altri compilatori di guide ottocentesche, l’opera sarebbe stata iniziata nel 1770. Come si è visto però nella planimetria del Sacro Monte disegnata dall’architetto Massone due anni dopo, ciò non risulta. Ha invece ragione la guida edita nel 1829, che riporta come data iniziale dell’edificio il 1776. Ciò è confermato dal “Libro dello speso” alla data del 14 ottobre 1776, riportato dal Galloni, che abbiamo già trascritto trattando di Casa Parella e della cappella del Cenacolo. In esso compare un «conto di provviste di materiale, giornate di maestranze da muro e manualità di altri operai nella demolizione del portico presso la Porta Azzurra e delle due cappelle del Cenacolo et di N.S. al Orto, scavamento dei giardini et minare la montagna per la dilatazione del sito dietro il Botteghino (ufficio dell’assistente e ricev itore delle offerte) e capelle sudette, sino alla capella dei Tre Dormienti, in porto e riporto di materiali per l’alzamento del nuovo portico e volti con le dette due Capelle ampliate, cantine e sito dietro al Boteghino sino alla cornice sopra il portico cioè il brazzo di muro sopra il piano delle capelle con l’alzamento del muralione per sostenere il giardino della Fabrica sino alla Capella del Tabore...». Tutto questo grandioso complesso di opere, con il proposito di edificare anche delle camere di abitazione,veniva attuato, come riferiscono le varie guide del primo Ottocento, a spese dello stesso Gaetano Rachetti. Stando poi a quella del 1829 egli ne avrebbe dato anche il disegno non privo di eleganza e di armonia. E considerato che il Rachetti era un artista, la cosa non pare inverosimile. Non si può per altro escludere che il progetto sia stato elaborato dall’architetto Massone, ripetutamente attivo in quegli anni per il Sacro Monte. Così verso la fine del 1776 scomparivano con il portico cinquecentesco anche la seconda redazione dell’Ultima cena (anteriormente cappella della Cattura, sul luogo della cappelletta del Credo, voluta dal Caimi) e la seconda redazione 231